Un anno fa suo padre veniva ucciso davanti ai suoi occhi proprio lì dove oggi viene depositato il cero della giustizia. Maria Adriana Cerrato, mano nella mano con mamma Tania e con la sorellina Andrea, è tornata dinanzi al parcheggio della morte in via IV Novembre a Torre Annunziata. Lì suo padre ha trovato la morte, per mano di quattro belve. La sua colpa quella di averla difesa per aver spostato una sedia, che occupava indebitamente un posto.

Tanta tristezza nel suo sguardo mentre percorre assieme ai suoi amici il tratto da piazza Ernesto Cesaro, dove da poco si era conclusa la funzione per commemorare papà Maurizio. Potevano esserci sicuramente più persone. Accanto a loro chi c'è stato fin dal primo momento. Dalle associazioni, a partire dal Comitato per la Liberazione dalla camorra e dal malaffare, alle forze dell'ordine. Fino al loro legale, Giovanni Verdoliva, e a don Ciro Cozzolino, referente del presidio Libera.

Dopo l'accensione del cero un forte applauso per non dimenticare Maurizio Cerrato. Torre Annunziata ha risposto, ma poteva e doveva fare di più. Non da oggi.

 


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