Villa Savonarola, location culturale della rassegna letteraria ‘Ti presento un libro’ organizzata dall'Assessorato alla Cultura di Portici per la presentazione del libro di Roberto Ippolito ‘Abusivi’, sottotitolo ‘La realtà che non vediamo. Genio e sregolatezza degli Italiani’. Dal piccolo abuso del parcheggiatore a quello edilizio, a quello dei panettieri, meccanici, benzinai, tassisti, perfino mafiosi e morti, scarichi abusivi tutto passando attraverso cittadini, lavoratori, professionisti, imprenditori artigiani che agiscono ignorando le regole.

Una descrizione del variegato modo dell’abusivismo e di coloro che lo attuano in maniera trasversale da nord a sud dello stivale, sfatando l’idea che vuole l’abuso prerogativa napoletana o meridionale e dimostrando che l’abusivismo non guarda in faccia nessuno ma lascia sconcertati per la valanga di episodi inaccettabili per la continua e sistematica violazione delle regole in tutta Italia e in tutti i campi delle attività economiche e in tutti comportamenti. Si resta stupiti leggendo questa vera e propria inchiesta dell’autore che descrive solo alcuni dei comportamenti illegali e senza scrupoli degli Italiani.

Roberto Ippolito, nato a Napoli nel 51, giornalista e scrittore, è autore di vari best seller, professore alla Luiss, ha inteso dimostrare come nella violazione delle regole e delle leggi si apportino anche gravi danni economici attraverso i minori costi che praticano gli abusivi falsando la concorrenza e quindi la realtà economica.

Nel dibattito con l’assessore alla cultura Raffaele Cuorvo e il giornalista Francesco Paciello, l’autore ha spiegato come abbia tratto spunto dalle sue numerose esperienze di scrittore e giornalista, cercando e trovando storie per costruire il libro fino al punto però che invece di essere contento era sconcertato e avvilito per “avere trovato troppo” nelle molteplici fonti delle cronache locali, dei consigli comunali, associazioni, atti delle istituzioni, una infinità di casi di illegalità tanto che nella premessa scrive: “Questo libro è troppo. L’abusivismo è peggio, molto peggio di ciò di quello che avrei pensato, non risparmia nessuno e nessuna zona. Gli abusivi non hanno remore né limiti”. E poi conclude: “Se un paese si racconta e dice con onestà come stanno le cose può sicuramente migliorare”.