Cos’hanno in comune la pietra, il sacco, il legno il marmo e due ragazzi dell’Alto salentino che stanno girando in lungo e in largo l’Italia con due chitarre e un’armonica? Apparentemente nulla. Eppure, nella serata del 25 marzo al Caffè letterario Nuove voci presso la libreria di corso Vittorio Emanuele a Torre Annunziata ci sono stati tutti questi elementi, insieme non per caso.

I primi quattro sono materiali con cui lavora l’artista Nicola Russo, detto Neotto, fondatore del gruppo d’arte Vesuvio Creativo, le cui opere sono esposte in libreria con una mostra dal titolo “Sul filo dell’orizzonte”. Alcuni pezzi , in pietra e legno,  sono sistemati  nella sala dedicata e creata apposta per ospitare eventi musicali. E proprio in questa sala si comprende il legame con Andrea Martini e Giuseppe Fiorante, rispettivamente reading teatrale e voce e chitarra dello spettacolo “D'Ä MÊ RIVA - Il mediterraneo di De Andrè”. 

Sotto l’egida degli organizzatori dell’evento, Antonio Sbrizzi ed Andrea Palmieri, a fare da filo conduttore è stato un tema oggi molto attuale, ovvero il mare e precisamente il Mediterraneo, non visto come ambiente periferico della terraferma,ma bensì come luogo centrale in cui oggi si riversa  l’attenzione di tutti noi per le immani tragedie che accadano quando si parla di migranti. E il mare, il Mediterraneo, è il luogo in cui si dipana anche la vita musicale e privata di Fabrizio De Andrè,  raccontata sapientemente da Martini, scrittore e autore del testo che recita davanti ad una platea incantata dalle sue parole, dalla sua voce e dal rendere tutti noi spettatori  come parte del suo equipaggio.

Come ogni storia che si rispetti, la musica è il suo naturale completamento: live unplugged da brividi di Fiorante mentre intonava un difficile De Andrè in lingua genovese dell’album “Crêuza de mä” o la bellissima interpretazione di Pino Daniele in “Napul è”.

 

A cura di Titti D’Amelio