E’ un contentino che non servirà a restituirci la dignità che abbiamo perso”.

E’ l’amaro commento di Diana, una delle donne che si sono ritrovate senza una casa a Terzigno. Il suo appartamento, così come quello di altra 13 famiglie, è stato distrutto a colpi di ruspa. Era abusivo, ma se ne sono accorti dopo più di vent’anni.

Doveva rappresentare una svolta per le famiglie del Parco Santa Lucia. “Non lo è – ha continuato la donna -. Dopo aver speso più di 300 milioni per acquistare una casa, pagato circa mille euro di tasse all’anno, ora posso fare richiesta per pagare un affitto con 16mila euro, spalmati in 4 anni. Non è così che si restituisce dignità a chi una casa purtroppo non ce l’ha più”.

Esattamente un anno fa, le ruspe entravano in azione in Via Panoramica. Dopo un anno di lavori, la Regione Campania ha dato il via libera alla pubblicazione sul Burc di uno schema di domanda per accedere alle “Misure a sostegno dei proprietari di immobili abusivi acquistati in oggettiva buona fede”. Un atto concreto a favore non solo delle famiglie di Terzigno rimaste senza casa, ma anche di altri cittadini della Campania che si sono trovati, loro malgrado, nella stessa situazione.

Questo però non basta: “Personalmente – ha continuato la donna - non rientro nemmeno in questo bando, a causa di alcune restrizioni. La proprietaria dell’appartamento ora abbattuto ora vive nel Lazio. Altre limitazioni riguardano l’Isee. Mi aspettavo un risarcimento per il danno subito con la connivenza dello Stato”.

la svolta