Torre Annunziata. Sono quattro gli imputati a processo per la vicenda relativa ai presunti abusi edilizi di Largo Pescatori: Alessandro D'Acunzo, alias "gamba di legno" (difeso dall'avvocato Vincenzo Cirillo), il proprietario della casa di via Castello che impiantò su suolo pubblico, questa la tesi dell'accusa, un Cristo di "notevoli dimensioni" poi rimosso solo tempo dopo, il 18 dicembre 2009, dalla "Freedom" srl di Quarto, "società fiduciaria del Comune di Torre Annunziata".

A processo sono però finiti pure i responsabili degli Uffici comunali coinvolti nella vicenda. Tutti imputati per abuso in atti d'ufficio. Si tratta dell'ex dirigente dell'Ufficio Tecnico di Palazzo Criscuolo, Ciro Cusano, difeso dall'avvocato Gianmario Sposito e di Gino Di Donna, assistito dai legali Ferdinando Striano e Maria Sella, all'epoca dei fatti responsabile della Sezione Edilizia abusiva. Per l'accusa, entrambi avrebbero "impedito di espletare le procedure di abbattimento". In particolare il 18 dicembre 2009, quando secondo il pm della Procura di Torre Annunziata, Mariangela Magariello, "Cusano e Di Donna avrebbero arbitrariamente sospeso i lavori di demolizione" di panchine, paletti metallici e del famoso "Cristo", consentendo a "gamba di legno" (ritenuto da precedenti inchieste vicino al clan Gionta) di goderne ancora.

Imputato anche l'architetto Giacomo Cuccurullo (difeso dall'avvocato Nicolas Balzano), istruttore della determina dirigenziale che il 30 dicembre 2009 affidò i lavori di ripristino di Largo Pescatori alla società "Freedom", che per gli stessi intascò, il 29 luglio 2010, la somma di 60mila euro iva inclusa. Cuccurullo, in concorso con Cusano, avrebbe però "dichiarato falsamente la somma urgenza dei lavori", consentendo così alla ditta di accaparrarseli senza la necessità di una procedura negoziata.

Dinanzi al Collegio della prima sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata, presieduto dal Giudice Antonio Pepe, sono oggi comparsi due testi chiamati dal pubblico ministero. L'ex assessore alla Sicurezza del Comune oplontino, Giuseppe Auricchio che, per una sorta di "lassismo" dell'Amministrazione, decise di presentare un esposto in Procura di avvio delle indagini, ha tra l'altro detto "di non sapere se il suolo interessato dall'intervento fosse pubblico o privato". Domanda e risposta centrali per il futuro destino del processo che proseguirà il 20 marzo, quando il pm Magariello chiamerà a testimoniare l'attuale vice-questore del Commissariato di Torre Annunziata, Elvira Arlì, che avrebbe assistito di persona alla rimozione del Cristo, al contrario di quanto rappresentato ai Giudici dal sostituto commissario Antonio Troiano, ora in servizio a Nocera, anche lui oggi ascoltato come teste sui fatti dell'informativa di polizia del dicembre 2009.