Il manifesto di Maurizio Cerrato non è uno striscione qualunque, ma un simbolo di rivolta e di resistenza perchè ritrae il volto di un padre di famiglia barbaramente ucciso dalla camorra. La presenza dello striscione, nuovamente affisso questo pomeriggio, rappresenta la richiesta di verità e di giustizia della famiglia Cerrato. Alla manifestazione in onore di Maurizio - tenutasi all’uscita dell’autostrada di Torre Annunziata Nord – hanno partecipato poco più di venti persone. I torresi hanno scelto di non unirsi alla battaglia di Tania Sorrentino: l’indifferenza nella città della camorra ha vinto ancora. Tra i presenti all’evento – organizzato dalla famiglia di Maurizio e dal Comitato di Liberazione dalla Camorra e dal Malaffare – il senatore Sandro Ruotolo:” Maurizio è un eroe. Sarebbe stato bello se questa strada si fosse riempita di persone ma non è stato così, dobbiamo esserne consapevoli. Se questa strada si fosse riempita di persone, non ci sarebbe stata la morte di Maurizio. Siamo pochi, ma abbiamo il dovere di non mollare. Noi non ci fermeremo, siamo una piccola grande resistenza”. Il senatore Ruotolo – accanto alla famiglia Cerrato anche durante il processo – ha elogiato la forza di Maria Adriana costretta a sedere, nell’aula di tribunale, accanto ai killer che le hanno strappato via papà Maurizio. Rabbia nelle parole della vedova Cerrato che ha smesso di credere in Torre Annunziata: “Questa è soprattutto la mia battaglia, ma chi finge di non vedere e si gira dall’altra parte non fa altro che aiutare la camorra. Le mie figlie stanno crescendo senza un padre. Non è togliendo un manifesto che si cancellano le barbarie che ha dovuto subire ingiustamente Maurizio”. Tra i presenti alla manifestazione la famiglia di Giovanni Guarino, il presidente di Confcommercio Giuseppe Manto e il sindaco di Torre del Greco Giovanni Palomba. Toccante il momento dell’abbraccio tra Tania e Marianna, la madre di Giovanni, il ragazzo ucciso alle giostre dai due baby killer di Torre Annunziata. Due donne accomunate dallo stesso tragico destino a cui la camorra ha tolto un marito e un figlio. Il manifesto con il volto di Maurizio Cerrato ricorderà a ogni persona che ne incrocerà lo sguardo quanto sia stata spregiudicata e devastante l’azione della camorra sul territorio vesuviano.

 


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