Chi vive la montagna sostiene che essa sia un’esperienza spirituale, uno stato dell’anima che è difficile a definirsi senza non essersi mai confrontati almeno una volta con le sue grandezze, i suoi aspetti e le sue particolarità. Questa è senz’altro una delle definizioni della montagna che ogni alpinista e quei semplici escursionisti soliti a percorrere con rispetto e in religioso silenzio i sentieri montani, si ripetono e che vivono come un sentimento.

Aurelio Spera e Pasquale Monaco, entrambi giovanissimi ragazzi vesuviani iscritti alla sezione napoletana del CAI, la montagna l’avevano dentro fin da quando erano ragazzini e ogni volta che percorrevano gli irti sentieri appenninici e alpini o che si arrampicavano su per le pareti verticali delle tante cime italiane conquistate, sempre sospinti dal loro ardore giovanile, nel contempo sposavano quel grande senso di libertà che solo gli ambienti montani riescono ad offrire. Così la mattina del 9 agosto del 1956, Aurelio e Pasquale partiti felici e determinati il giorno prima, in motocicletta, da Torre Annunziata e da San Giorgio a Cremano, raggiunsero Cervinia: erano arrivati fin lì per affrontare il maestoso Cervino, sogno e meta ambita da ogni alpinista.

La montagna, però, spesso non perdona e chi l’affronta ne è consapevole. Aurelio e Pasquale non sopravvissero alla forza e all’imprevedibilità del “gigante”. Il 10 agosto del 1956, nel tentativo di raggiungere la cima, i due scomparvero per sempre nel cuore della tempesta. In seguito venne ritrovato solo il corpo di Pasquale, mentre quello del giovane Aurelio, mai più reperito, ancora oggi giace ed è custodito tra i ghiacci eterni della montagna, Entità che egli aveva così tanto amato.

Il giorno 6 settembre 2020, alle ore 11.00, presso il Cimitero Nuovo di Ravello, con una cerimonia religiosa solenne verrà commemorata la memoria dei due giovani alpinisti. A termine, presso la tomba della famiglia Spera - Lambiase, verrà svelata una lapide dedicata ad Aurelio Spera realizzata da un pezzo di roccia proveniente da Cervinia, qui traslata dal cimitero di Torre Annunziata cittadina dove egli risiedeva.

Alla cerimonia interverrà il vicesindaco di Ravello Ulisse Di Palma, il presidente della Commissione Regionale per l’ambiente montano del CAI Ciro Teodonno, l’alpinista della sez. CAI di Napoli e amico di Aurelio Onofrio Di Gennaro, la nipote di Aurelio Valeria Lambiase e Vincenzo Marasco, presidente del Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno” di Torre Annunziata. Saranno presenti i rappresentanti della Sezione di Napoli del CAI.

Ai presenti verrà donato l’opuscolo “Aurelio Spera e Pasquale Monaco, due vite per il Cervino”, curato da Vincenzo Marasco e Antonio Papa, del Centro Studi Storici “Nicolò d’Alagno” - Torre Annunziata, che racconta della vicenda dei due giovani alpinisti vesuviani.