“La camorra, vera malattia e cancro dei nostri territori, ha avvelenato con il narcotraffico e con il consumo di stupefacente la nostra area ed aveva poi inquinato la nostra economia. Siamo al fianco delle forze dell’ordine e della magistratura affinché questi abomini non si ripetano mai più. Oggi Castellammare respira ancora di più e guarda al futuro”.

E’ il commento a caldo del sindaco Gaetano Cimmino dopo l’indagine di Carabinieri e Antimafia che ha permesso di abbattere un’imponente organizzazione criminale e arrestare 26 persone affiliate al clan D’Alessandro e al clan Afeltra Di Martino. Proprio il clan D’Alessandro, tra il 2017 ed il 2018, aveva spinto i propri tentacoli oltre i confini, nella penisola sorrentina e nei Lattari fino in Calabria. I proventi dei traffici di droga avevano consentito ai criminali di investire in numerose attività ed immobili posti sotto sequestro preventivo per un valore complessivo di oltre 15 milioni di euro.

Sulla stessa lunghezza d’onda i referenti del Circolo della Legalità di Castellammare di Stabia: “È stato inflitto un ennesimo e duro colpo alle organizzazioni criminali di Castellammare di Stabia e Gragnano. Bloccare le finanze dei clan è un primo passo per indebolirli e sconfiggerli del tutto. Questi ottimi risultati raggiunti fin qui – ammoniscono - non devono comunque allentare la tensione. I clan oggi sono feriti e in un periodo di crisi economica senza precedenti tenteranno qualsiasi strategia per confermare il loro potere criminale. La strada per liberare l’area stabiese dalle camorre storiche e recenti è ancora molto impegnativa ma con l’ottimo lavoro fin qui svolto dalle forze dell’ordine presenti sul territorio, ci sono tutte le condizioni per raggiungere la meta. È necessario, però, una più vasta e convinta collaborazione dei cittadini onesti per completare il percorso prima e meglio”.

i dettagli delle indagini

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