Padre e figlio di Torre Annunziata coinvolti nel traffico illecito di auto. Si tratta di Matteo e Giovanni Vezzi, rispettivamente di 26 e 51 anni. Avevano il compito di procacciare non solo le autovetture, ma anche i garage in cui le stesse erano “lavorate”, per poi essere rimesse a nuovo o usate per compiere reati prima di essere abbandonate per strada. Emergono nuovi particolari nell’inchiesta che ha incastrato 17 persone arrestate ieri dai carabinieri di Torre Annunziata.

Le indagini sono partite dalle intercettazioni nei confronti di Matteo Vezzi, attraverso i suoi contatti con Salvatore Boccardo, 47enne residente a Poggiomarino.

Il 10 settembre scorso Vezzi chiese a Boccardo di procurargli un motoveicolo, identificato tra i due come il "mezzo a finanziamento", ricevendo da quest’ultimo ampie rassicurazioni al riguardo, sintomatiche secondo il giudice Iannone “di un soggetto che appare come stabilmente ed autorevolmente inserito nel circuito criminale”. Nella parte finale delle intercettazioni Boccardo si vantava con il complice di un "qualcosa che è andato a prendere", verosimilmente facendo riferimento ad auto o moto frutto di illecito, di una certa importanza, tanto da far apparire al Boccardo necessario mostrarla al Vezzi in una videochiamata per rappresentare la sua affidabilità ed efficienza in questo contesto di commercio illecito.

Salvatore: "We we"
Matteo: "We Totore, ti sto chiamando da oggi, bucc****ro [...] da quando te ne sei andato"
Salvatore: "Domani mattina ti porto a vedere una cosa..."
Matteo: "Eh, un'altra cosa..."
Salvatore: "Eh"
Matteo: "Non ti dimenticare quella cosa, quell'imbasciata che mi devi fare..."
Salvatore: "Ma come, me ne dimentico..."
Matteo: "No, Totore, fratello mi serve perché sto a 'piedi'... mi serve urgente hai capito?"
Salvatore: "Quello ha detto che venerdì esce tutto, domani ha detto che esce tutto quanto"
Matteo: "Ma tu hai capito di quale parlo io? Il mezzo"
Salvatore: "Il motorino, il motorino quello a finanziamento"
Matteo: "Quando venerdì?"
Salvatore: "Domani escono tutti i documenti"
Matteo: "Domani dovrebbero uscire, tutto quanto... va bene [...] fratello mi serve perché sto a piedi, capiscimi, ho "schiattato" il mezzo... hai capito"
Salvatore: "Se stai a piedi ti do la Panda"
Matteo: "No che ne devo fare della macchina, tu lo sai il mezzo è..."
Salvatore: "Vuoi vedere cosa sono andato a prendere... Se mi fai una chiamata ti faccio vedere..."
Matteo: "Si adesso ti faccio la videochiamata..."

Vezzi, secondo il giudice, “non può per nulla dirsi estraneo alla filiera criminale ma anzi appare stabilmente inserito, al punto da partecipare attivamente e aiutare Boccardo a ottenere la disponibilità di un garage. Un sistema ben organizzato che va dallo "smontaggio" delle auto alla "distribuzione" dei pezzi di ricambio o delle autovetture stesse, nascondendo ogni riferimento in grado di identificarle.

In un’altra conversazione, Vezzi chiama Boccardo.

Matteo: “Tatore, dove sei a casa? Vedi che è tutto a posto, hai capito?”
Salvatore: “Da un’altra parte?”
Matteo: “Sì, sempre là, dove siamo andati questa mattina noi due. Bello chiuso tutto a posto, dai”
Salvatore: “Ma tu gli hai parlato chiaro?”
Matteo: “Si, ora sto tornando, ci ho parlato, tutto a posto, ha detto l’importante che la cosa è tranquilla, tutto a posto, va bene?”
Salvatore: “Bravo tu non devi dire… non dobbiamo (incomprensibile) niente a nessuno”
Matteo: “Nono, gli ho detto tutto quello che dovevo dirgli, tutto a posto. Mi ha detto l’importante che dopo tre o quattro ore te ne vai, hai capito?”
Salvatore: “E’ normale”
Matteo: “li ho detto io tre… mi sta facendo il piacere adesso perché non ce l’ha libero. Deve spostare uno da dentro e mi fa stare quattro o cinque ore”
Salvatore: “Bravo”
Matteo: “Te l’ho detto per domani me la mette (la macchina, ndr) all’aperto e poi dopodomani, lunedì ci… poi se anche domani tu, come vuoi fare tu, hai capito cosa voglio dire? Però domani è domenica, invece lunedì di mattina vai…”

In un’altra chiamata, Vezzi (probabilmente in compagnia di Boccardo visto che in modalità ambientale si sente la sua voce) chiama un soggetto non ancora identificato.

Uomo: “Si, volevi sapere i metri, giusto?”
Matteo: “Sì sì”
Uomo: “Sono sette o ottocento metri”
Matteo: “Ma è all’aperto, e solo terreno?”
Uomo: “Ci saranno centocinquanta metri coperti, coperti per modo di dire, si deve rifare e poi è tutto all’aperto”
Matteo: “In verità sono un meccanico, mi aggiusto la macchinetta e la rivendo e però… […] è un po’ troppo alto l’affitto, se si aggirava intorno ai mille euro potevo, è un poco… diciamo che sto cominciando da poco, hai capito? Avevo un’altra attività a Striano e ora mi sto trasferendo, diciamo che mi aggiusto la macchinetta, la rivendo però con questo virus è un pochino critica, hai capito, è un pochino alto l’affitto”
Uomo: “Posso parlare con i soci perché non sono neanche io l’interessato, è mia moglie insieme a quattro fratelli. Posso riferire”

L’attività di Boccardo si comprende in una conversazione in cui riferisce a Vezzi che è andato “a prendere il flex con il generatore”, ovvero lo strumento necessario al taglio della carrozzeria, tale da consentire la rimozione delle varie parti, così da poterle rivendere in separata sede. L’attività di intercettazione veniva poi estesa anche a Gaetano Vezzi, padre di Matteo, al quale mostrava di avere interessi comuni con Boccardo nel settore del commercio dei veicoli. Il dato emerge con chiarezza in alcune conversazioni, in cui i due parlano delle fotografie (certamente di un veicolo) da mandare a terze persone e delle “carte” (verosimilmente i documenti di circolazione falsi” che dovevano accompagnare un’auto che deve raggiungere la Sicilia.

Gaetano: “Mica ti dimentichi di inviarmi le foto per quelli”
Salvatore: “Non mi dimentico niente […] sto scrivendo un attimo le carte, perché se deve andare in Sicilia deve uscire tutto sistemato […] Che ti volevo dire, sono andato a prendere ma le schedine (centraline auto) arrivano lunedì qua. Vogliamo andare a vedere, ma conosci a quei ragazzi di Marra (Frazione di Boscoreale, ndr) […] glieli porti un attimo? Mica possiamo aspettare lunedì, ho preso anche i documenti della Smart”
Gaetano: “Salvatore, se tu mi spieghi dov’è località Marra ci arrivo io”
Salvatore: “Allora non ti muovere che ti dico io”

In altre intercettazioni Gaetano Vezzi chiese a Salvatore Boccardo se avesse la possibilità di procurare una pluralità di auto (prima una Panda o auto simile, poi una Suzuki Swift, un Range Rover e, ancora, una Smart). Autovetture che, come emerso dal tenore delle conversazioni, erano utilizzate dai detentori “temporanei” per fare dei “servizi” (verosimilmente attività illecite), per poi essere abbandonate.

Gaetano: “Salvatore, ti volevo dire una cosa. Tu hai la possibilità di una Panda, o una macchina simile che serviva a un mio amico. Come sai tu, che dopo quella la posa. Gli serve a lui un attimo”
Salvatore: “Si deve andare a fare il servizio?”
Gaetano: “Si bravo, deve fare un servizio e poi non gli serve più”
Salvatore: “Ti faccio sapere dopo”
Gaetano: “Però subito, perché ora partiamo, quelli stanno venendo e quello che ci deve dare ci dà non ti preoccupare. Tu mi dici quanto gli devo chiedere e io provvedo”.


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