inque persone sono state arrestate nell’ambito delle indagini sugli assalti agli sportelli bancomat che nelle ultime settimane hanno seminato il panico nel Napoletano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il covo della banda si trovava nell’area vesuviana.

L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile di Napoli, con il supporto degli agenti della Squadra Mobile di Caserta e dei militari dell’Arma dei Carabinieri dei nuclei investigativi di Cisterna, Castellammare di Stabia e Torre Annunziata.

In manette sono finiti Gennaro Miranda, residente a San Gennaro Vesuviano, Gennaro Nappo, di San Giuseppe Vesuviano, Michele Russo, di Cerignola, Giuseppe Spalierno, di Modugno, e Ivan Caruso, di Bari. Per tutti l’accusa è di furto aggravato in concorso. I cinque sono stati inoltre denunciati per ricettazione e per il deposito illegale di materiale esplodente, detenuto senza autorizzazione e senza le necessarie misure di sicurezza.

Le indagini hanno fatto emergere l’esistenza di una “banda mista” composta da soggetti del Vesuviano e della Puglia, ritenuta responsabile di diversi colpi messi a segno nella provincia di Napoli.

Determinanti per arrivare agli arresti sarebbero stati gli elementi raccolti dopo l’assalto avvenuto nei giorni scorsi ad Agerola, seguito dalla fuga dei malviventi in direzione della Costiera Amalfitana.

Proprio nella giornata di ieri, inoltre, due esplosioni di sportelli Atm – realizzate con la cosiddetta “tecnica della marmotta” – hanno colpito le città di Casavatore e Agerola. Il metodo consiste nell’inserire una lastra di ferro con un congegno esplosivo all’interno delle fenditure del bancomat, provocando la deflagrazione e consentendo l’accesso al denaro.

Le indagini proseguono per verificare eventuali collegamenti con altri episodi analoghi registrati sul territorio.

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