Secondo episodio in poco meno di due settimane. C’è amarezza in città dopo l’ennesima bomba carta esplosa nella notte in via Dogana a Torre Annunziata.

L’ordigno artigianale ha colpito una pescheria nel quartiere dell’Annunziata e, anche se le Forze dell’Ordine non escludono alcuna ipotesi, è inevitabile che il pensiero volga verso l’ombra del racket.

“Gli ordigni esplosi nelle ultime settimane ai danni delle varie attività commerciali oplontine hanno scosso l’intera città ma ad alzare la voce e ribellarsi sono in pochi” ha spiegato il referente dei Giovani Democratici Salvatore Avvisato. Proprio Avvisato, nei giorni scorsi, aveva manifestato tutto il suo disappunto riguardo l’ordigno che ha colpito due settimane fa la macelleria di via Carlo Poerio, l’esercizio commerciale di cui la sorella è proprietaria.

“Per noi giovani cittadini – ha continuato - è finito il tempo dell’attesa. Dopo una prima proposta fatta, già in passato, dal sottoscritto negli organismi dirigenti, faccio di nuovo pubblicamente un forte appello ai compagni di partito, all’amministrazione e anche ad altre forze politiche affinché  in città vi sia una manifestazione forte contro gli ultimi episodi. Bisogna coinvolgere giovani, associazioni, scuole e tutta la cittadinanza in modo massiccio. Solo così possiamo sensibilizzare costantemente la nostra comunità e cambiare qualcosa , prima che sia troppo tardi e che gli imprenditori decidano di non investire più nella propria città. Citare solamente il modello Ercolano non basta – ha concluso Avvisato - ci vuole una concreta e strutturata pianificazione sulla sicurezza della città e dei nostri imprenditori”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere di opposizione Pierpaolo Telese: “Ieri sera ancora una bomba contro un esercizio commerciale a poche ore da un'imponente operazione di controllo del territorio da parte delle Forze dell'Ordine. Torre come Palermo? Strategia della tensione?”.

Interrogativi che, almeno per ora, non trovano risposta.

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