L’aggressione subita in mattinata dal primo cittadino di Boscoreale, Giuseppe Balzano, insieme al fido consigliere comunale, Ernesto Fiore, ad opera di una donna accompagnata dal marito, ha suscitato immediate reazioni negli ambienti politici vicini al medico-sindaco. Nel frattempo, la “visita” di entrambi all’ospedale ‘S. Anna’ di Boscotrecase si è conclusa intorno alle 15 di oggi pomeriggio. Per il sindaco, una ferita alla mano destra, una contusione allo stesso polso e quattro giorni di prognosi, mentre, per Fiore, che sembrerebbe aver avuto la peggio, un colpo al rachide cervicale (cinque giorni di prognosi) in seguito alla borsata.

A nome personale e dell’intero consiglio comunale, è il presidente del consesso, Antonio Mappa, ad esprimere solidarietà alle vittime dell’aggressione. “Questi episodi, che minano pesantemente lo svolgimento delle attività istituzionali – spiega - vanno condannati con fermezza e perseguiti. A Boscoreale, ahimè, si continua a vivere un ingiustificato e inaccettabile clima di tensione e di ostilità verso le istituzioni comunali. In questa grave occasione, rinnovo l’appello all’intero consesso civico affinché faccia quadrato, condannando e isolando quanti minano le istituzioni democratiche della città”.

Balzano incassa, inoltre, il sostegno dei vertici del Partito Democratico locale e regionale. “Esprimiamo la nostra solidarietà al sindaco di Boscoreale Giuseppe Balzano e al consigliere comunale Ernesto Fiore – si legge sulla pagina Facebook PD Boscoreale - aggrediti questa mattina nell'ufficio della casa comunale. Un gesto che non può avere nessuna giustificazione. Siamo consapevoli delle difficoltà che i cittadini stanno affrontando, ma queste non possono degenerare in violenza. Auguriamo al sindaco Balzano e al consigliere Fiore di tornare nelle loro funzioni al più presto”. Dello stesso tenore il messaggio postato sul social network da Assunta Tartaglione, segretario regionale del partito. “E' un gesto grave – scrive - che va duramente condannato. Comprendiamo le enormi difficoltà che i cittadini sono costretti a fronteggiare, in particolare al Sud. Sappiamo bene che la crisi economica ha acuito questo malessere, ma non possiamo in alcun modo giustificare che questa rabbia sfoci in atti violenti e spropositati, in particolare nei confronti degli amministratori locali, costretti spesso – conclude - a operare con scarse risorse e a occuparsi di problemi sui quali non hanno diretta competenza”.


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