“Chiediamo solo di lavorare. Per questo motivo portiamo avanti la nostra battaglia giudiziaria, per veder sancito quello che riteniamo un nostro diritto. Siamo arrivati fino in Cassazione e lo scorso dicembre abbiamo anche presentato una formale denuncia alla Guardia di Finanza contro la volontà di Ambiente Reale di procedere ad assorbire lavoratori con un passaggio diretto, mentre nel nostro caso avevano posto come ostacolo la necessità di dover procedere attraverso un concorso pubblico”. E’ l’appello di sei ex lavoratori dell’azienda che gestisce la raccolta differenziata porta a porta sul territorio di Boscoreale

Raffaele, Aniello, Giuseppe, Daniele, Giuseppe e Felice, difesi dall’avvocato Francesco Manzo, facevano parte del personale selezionato nel 2009 attraverso una procedura del Centro per l’Impiego di Pompei ai sensi dell’articolo 16 L.56/87, ovvero di quella legge che regola le modalità di assunzione presso la pubblica amministrazione per quei lavori per i quali è sufficiente possedere la licenza media inferiore o aver assolto all’obbligo di istruzione. “Oggi ci ritroviamo senza un’occupazione ed inoltre abbiamo scoperto che il nostro contratto dell’epoca per l’Inps era da considerarsi a tempo indeterminato. Perché avveniva ciò? Possiamo supporre che ci fosse stato un mero errore nelle comunicazioni all’istituto oppure si è trattato di un escamotage per accedere a degli sgravi da parte del datore di lavoro?” – si chiedono gli ex lavoratori, che ci tengono a precisare che “non andiamo contro nessuno, anzi chiediamo alle Istituzioni di darci risposte, inoltre non vogliamo alimentare una guerra tra disperati, ognuno ha il diritto di lavorare ed anzi ci fa piacere che altre persone in cerca di occupazione possano trovare in Ambiente Reale una tranquillità occupazionale ed economica, del resto è quella che cerchiamo anche noi”.

I FATTI. La vicenda affonda le sue radici nel 2009 quando il Comune di Boscoreale dà vita ad Ambiente Reale e per attuare la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio provvede ad assumere 11 unità da affiancare ai dipendenti comunali. La procedura avviene, come dicevamo, attraverso il Centro per l’Impiego. “Presentammo la nostra candidatura – spiegano gli ex lavoratori – e dopo la prova di idoneità sottoscrivemmo il contratto a tempo determinato con decorrenza dal 2 novembre 2019 al 30 aprile 2010, ma non era indicata alcuna motivazione giustificativa della temporaneità del contratto”. Tanto che “alla scadenza i nostri contratti furono prorogati sempre a tempo determinato fino al 31 ottobre dello stesso anno, al fine di eseguire poi una procedura per l’assunzione definitiva a tempo indeterminato creando un’aspettativa di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato per coloro che hanno lavorato con contratto a tempo determinato nei 12 mesi precedenti e facendo certificare tali contratti presso la DPL di Napoli” – si legge nella memoria difensiva dell’avvocato.

LA GRADUATORIA PER LE FERIE. La vicenda si arricchisce di un ulteriore particolare alla vigilia della pausa estiva, quando l’allora direzione dell’azienda speciale decide di avviare dei contratti trimestrali per 8 persone, sempre selezionate dal centro per l’Impiego, da adibire alla raccolta e allo spazzamento “in sostituzione del personale in ferie estive”. Al 31 ottobre 2010 però, a giudizio dei lavoratori, accade qualcosa di strano: “Pensavamo di essere convocati per sottoscrivere il contratto a tempo indeterminato, ed invece per svolgere le nostre mansioni il tutto viene affidato ai lavoratori selezionati per le sostituzioni e l’azienda chiedeva al centro per l’impiego di far scorrere la graduatoria. In pratica avevamo lavorato per 12 mesi, avevamo accarezzato l’idea di un posto a tempo indeterminato e invece abbiamo anche perso i ‘benefici’ per la chiamata ex art. 16 L.56/87”.

I PRIMI DUE GRADI DI GIUDIZIO. Da qui la decisione di rivolgersi alla Giustizia, per vedersi riconosciuti i propri diritti. Nel frattempo Ambiente Reale continuava l’operazione di assunzione a tempo nonostante l’esigenza di personale a tempo indeterminato. L’azione legale dei 6 ex-lavoratori porta qualche frutto sia il Tribunale di Torre Annunziata che la Corte d’Appello di Napoli accertano la illegittimità dei contratti di lavoro a tempo determinato e hanno riconosciuto solo un risarcimento economico di venti mensilità, ma come ci spiega l’avvocato Manzo “nella sentenza della Corte d’Appello di Napoli n.82/2014 non si è espressa sulla domanda circa la conversione del rapporto di lavoro da determinato in indeterminato tenuto conto che l’assunzione era avvenuta con una selezione e non rappresenta una procedura concorsuale di accesso alla Pubblica Amministrazione come stabilità dall’articolo 97 della Costituzione. Da qui la decisione di ricorrere in Cassazione, con una udienza di discussione fissata per il 12 febbraio del 2020”. 

REDDITO DI CITTADINANZA. Ma come ci spiega Aniello, uno degli ex lavoratori, la vicenda nel corso di questi anni si è arricchita anche di un altro particolare: “A luglio dello scorso anno ho presentato la domanda per accedere al Reddito di Cittadinanza ed abbiamo scoperto dagli estratti conto dell’Inps che i nostri contratti all’epoca erano registrati a tempo indeterminato, almeno nei confronti dell’Istituto di Previdenza. Perché avveniva ciò?”. 

LA DENUNCIA. Un elemento che il gruppo di ex lavoratori ha messo nero su bianco nella denuncia presentata nel dicembre 2019 alla Guardia di Finanza, così come hanno chiesto di capire perché oggi l’Azienda Speciale “Ambiente Reale” sta procedendo ad assumere (con passaggio diretto) i dipendenti, assunti in precedenza da una società privata, la Ecoce s.r.l., che per qualche anno ha svolto parte del lavoro dell’igiene urbano nel territorio del Comune di Boscoreale, in virtù di appalto. “La situazione – conclude l’avvocato - comporterebbe, da un lato, che i lavoratori che avevano diritto al posto di lavoro, ai sensi dell’art. 16 L.56/87, resterebbero fuori dalla possibilità lavorativa, mentre lavoratori assunti da una ditta privata, senza alcuna procedura selettiva, transiterebbero alle dipendenze di un’azienda speciale le cui assunzioni dovrebbero seguire il regime garantito ai sensi dell’art. 97 della Costituzione, nonché delle norme speciali in materia”.