Balzano si salva ancora: approvato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale a Boscoreale. Al termine di un consiglio comunale lunghissimo, terminato dopo undici ore, è stato dato il via al piano di riequilibrio nonostante il parere negativo dei revisori dei conti. Parere contro il quale la giunta Balzano ha prodotto, nelle ultime ore, delle controdeduzioni, inserite nel corpus della delibera insieme al piano stesso. La palla passerà, ora, alla Corte dei Conti, chiamata a valutare l’effettiva consistenza del piano.

ASPETTI DEL PIANO DI RIEQUILIBRIO. Una vera e propria maratona: ventisei i punti all’ordine del giorno, molti dei quali propedeutici all’ultima votazione sul piano nel suo complesso. E, d’altronde, non poteva essere diversamente, considerata la situazione tanto delicata e tenuto conto del fatto che l’ultimo consiglio comunale si svolse tre mesi fa. In definitiva, la pubblica assise ha deliberato l’aumento dell’aliquota dell’addizionale comunale all’IRPEF fino alla misura massima dello 0,8%, l’aumento dell’aliquota base dell’IMU, anno 2016, alla misura massima prevista dell’1, 06% e l’adozione del piano delle alienazioni del patrimonio immobiliare. “Non incamererete nulla – ha inveito al riguardo Tafuro dai banchi dell’aula – nessuno comprerà mai le case del Piano Napoli”. Polemiche anche sulle procedure di comunicazione degli atti ai consiglieri. In occasione dell’ottavo punto esaminato, attinente alla variazione del bilancio di previsione 2016/2018, il consigliere Langella, seguito da Crifò e Tafuro, non ha partecipato, per protesta, alla votazione, lamentando “la mancata tempestiva conoscenza dei pareri e dei contropareri del merito”.

LE CONTRODEDUZIONI. Sul piano, nel suo complesso, grava il parere negativo dei revisori dei conti, i quali ne hanno evidenziato alcuni aspetti critici. La squadra amministrativa, pertanto, ha elaborato delle controdeduzioni, volte a contrastare quanto rilevato dai revisori. Essi avevano rilevato in primis la mancanza, nell’ambito dei debiti fuori bilancio, della quota relativa ad Ambiente Reale per gli anni antecedenti al 2015. Secondo De Falco e compagnia, il rilievo non è esatto, data la complessità della disciplina che “determina un’enorme incertezza sulla governance della società partecipata”.

Contro i 47 milioni di euro conteggiati dai revisori per ciò che concerne il Fondo rischi per contenzioso, invece, la giunta Balzano sostiene che, per giungere a questa conclusione, “non vi è, nel parere dei revisori, nessuna valida motivazione e il ragionamento logico-giuridico è infondato”. Dunque, in virtù di ciò, i 44 milioni di debito stimati come effetto della soccombenza nella causa contro il Consorzio Cooperativo Costruzioni e considerati dai revisori nel loro parere sarebbero un’evenienza remota. Contestato, inoltre, anche il rilievo della mancanza del documento unico di programmazione, ritenuto contraddittorio dagli amministratori, che hanno puntato l’indice anche contro gli eventuali preconcetti negativi dei revisori.