Si attendeva a Boscoreale un consiglio comunale teso, che avrebbe suscitato forti contrapposizioni. Lo è stato, forse, più di quello che, alla vigilia, si poteva prevedere. Eppure, a detta degli interventi iniziali dei protagonisti, sembrava che le polemiche, data l’urgenza e la presunta comunanza d’interessi, dovessero lasciare spazio al perseguimento del bene comune. Così, ovviamente, non è stato. A farne le spese, anche in questa circostanza, i cittadini, costretti ad accettare impotenti un’ingiustizia che, alla luce dei fatti, sembrerebbe rimanere tale. Il ricorso individuale del cittadino alla Commissione tributaria provinciale rappresenta l’unica possibilità per vedere quantomeno ridotte le sanzioni.

PROPOSTE DELL’OPPOSIZIONE. Da una parte, l’opposizione ha presentato in consiglio due strade da perseguire per il contribuente: l’una, fondata sull’art. 10 dello Statuto del Contribuente, che evidenzia come non possano essere irrogate sanzioni né possano essere richiesti interessi moratori in situazioni in cui vi sono errori od omissioni dell’amministrazione; l’altra, che prevede la possibilità per il contribuente di utilizzare come motivo di ricorso la mancata indicazione sulla bolletta della possibilità di ricorrere alla mediazione con l’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° gennaio 2016. Il consigliere Langella ha, pertanto, proposto di mettere ai voti una delibera, atta a “supportare i cittadini nel momento in cui questi facessero ricorso”.

SCELTE DELLA MAGGIORANZA. Dall’altra, il sindaco Balzano è intervenuto leggendo le conclusioni del parere formulato dall’avvocato D’Urso, interpellato dall’ente sulla questione e arrivato in giornata. La strada da perseguire sarebbe, pertanto, la medesima proposta dall’opposizione, puntando sulla violazione del principio di tutela dell’affidamento e, quindi, della buona fede tutelati dall’art. 10 dello Statuto del Contribuente, seppur partendo da differenti premesse. L’amministrazione avrebbe, quindi, secondo Balzano, l’unico onere di “dare una mano ai cittadini nel promuovere i ricorsi, tramite un’apposita modulistica”.

La delibera, rispetto alla quale è stato dato parere negativo dalla segretaria generale, è stata approvata grazie ai soli 5 voti favorevoli dell’opposizione contro 4 voti negativi della maggioranza, molti membri della quale hanno preferito abbandonare l’aula al momento della votazione. “Tutti gli atti votati andranno alla Corte dei Conti – ha affermato Balzano, giustificando il voto negativo – Noi riteniamo quest’atto illegittimo e ognuno deve prendersi le sue responsabilità”.

CRIFO’ PASSA UFFICIALMENTE IN MINORANZA. Inevitabilmente, sul tema dell’individuazione delle responsabilità, il clima si è fatto incandescente. Momenti di tensione si sono susseguiti. Gaetano Crifò ha ufficialmente dichiarato il suo passaggio alla minoranza; il vicesindaco De Falco e il consigliere Langella hanno dato luogo ad un furibondo scambio di epiteti, comprensivo di accuse reciproche sulla mala condotta amministrativa; il consigliere Tafuro ha sollevato la questione dell’eventuale responsabilità dei funzionari e, quindi, dei dipendenti comunali. Alla bagarre si è poi aggiunto anche Costabile e il presidente del Consiglio Comunale ha faticato a riportare la serenità in aula. Indignati i numerosi cittadini presenti in aula consiliare nell’assistere ad un così sconcertante spettacolo.

Bocciata, infine, la proposta dei consiglieri di opposizione relativa alla restituzione delle somme pagate per la tassa sui rifiuti solidi urbani per gli anni 2010, 2011 e 2012 a seguito degli accertamenti disposti da Equitalia sotto forma di benefici per l’anno 2016.


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