“Lavorare su un’idea percorrendo strade nuove”. Questo il monito di Luigi Buffone nell’introdurre “Città solidale”, l’iniziativa promossa dall’associazione “Il Melograno” svoltasi ieri, nel tardo pomeriggio, presso il salone parrocchiale di via Giovanni Della Rocca. Civismo, solidarietà e necessità di “fare rete” i concetti guida della serata, articolata nella forma di un vero e proprio incontro-confronto con i cittadini, essendo data agli stessi la possibilità di intervenire, esprimere liberamente la propria opinione e stimolare la discussione con i relatori presenti.

Bruno Cammarota, esponente delle Acli e promotore della battaglia per i diritti dei disabili, specie nella fase del “dopo di noi”, ha esposto il suo punto di vista di solidarietà sociale. “Una buona amministrazione non può abbandonare le fasce deboli della popolazione. – ha evidenziato – Un paese funziona nel momento in cui funzionano i suoi servizi sociali. È necessario fare un percorso insieme per il ripristino di quei servizi non funzionanti. Se non viene considerato essenziale il servizio di trasporto disabili, come mi è stato detto dal sindaco, quale può considerarsi un servizio essenziale?”. È l’interrogativo che il battagliero Cammarota ha lanciato all’assemblea.

Antonello Sannino, rappresentante di ARCI Campania, ha ribadito la vocazione essenzialmente laica dell’associazione in difesa dei diritti civili e l’impegno profuso per combattere le varie forme di discriminazione che affliggono la società. “Crediamo necessaria, oggi, una collaborazione tra tutte le componenti, laiche e cattoliche, della nostra società – ha spiegato – da parte nostra, siamo impegnati nella produzione di solidarietà attraverso aiuti e assistenza ai migranti, o ancora attraverso assistenza legale a persone che cercano supporto. La nostra battaglia fondamentale è per l’uguaglianza dei diritti e riteniamo che la discriminazione nasca dalla non conoscenza dell’altro”.

Regina Milo, membro di ANCI-Giovane Campania, impegnata anche in politica nel ruolo di consigliere comunale ad Agerola, ha sottolineato la gravosità del compito di cui la politica è investita e le difficoltà amministrative che gli enti locali devono fronteggiare. “Fare politica – ha detto – significa assumersi delle responsabilità e agire con coraggio. Le politiche sociali sono sicuramente un tema caro e pregnante ma è, purtroppo, vero che gli enti locali, oggi, sono costretti a fare dei tagli”. Ospiti e pubblico concordi sulla necessità di unirsi in rete per costruire un progetto serio e trasversale che, tuttavia, non sia preda di personalismi che, spesso, hanno finito per distruggere idee e progetti comuni.