Il paragone con “un borgo svizzero” non gli è proprio piaciuto. “L’aveva usato un mio avversario in campagna elettorale” – afferma il sindaco di Boscoreale, Antonio Diplomatico. Tuttavia, a sentirlo elencare gli obiettivi raggiunti in un anno e mezzo di amministrazione e “nonostante fino a luglio del 2019 avessi il collegio dei revisori contro, pronto a bocciarmi ogni iniziativa”, il paese, ai suoi occhi sembra essere diventato “la città ideale”.

Certo, da qualche giorno, l’area intorno a Piazza Pace è diventata un cantiere (la Gori sta provvedendo al rifacimento del manto stradale di alcune arterie cittadine, ndr), ma la distanza dalla realtà è siderale. Che Antonio Diplomatico sia, di colpo, diventato “un alieno” non è verosimile, che voglia “intestarsi politicamente” una serie di risultati è “accettabile”, ma le cose da fare sono ancora tante e c’è poco da appigliarsi all’eredità ricevuta dai sindaci passati se consideriamo che i due primi cittadini che lo hanno preceduto - Gennaro Langella e Giuseppe Balzano - provengono, più o meno, dalla sua stessa “scuola politica targata Forza Italia”, anche se, con il passare del tempo, hanno preso strade diverse.

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