“L’avventura di essere donna” in scena presso la sala teatro dell’Istituto Comprensivo “F. Cangemi” di Boscoreale. L’evento, organizzato, in occasione della festa della donna, dall’associazione “La Fenice Vulcanica” e dallo stesso comprensivo, con il patrocinio morale del Comune di Boscoreale, si è caratterizzato per la prospettiva della condivisione e il relativo taglio esperienziale. Le ospiti presenti sul palco del teatro Cangemi hanno, infatti, rivelato la peculiarità dei propri vissuti, puntando l’accento sul valore aggiunto dell’essere donna e sulle difficoltà incontrate, per questo motivo, nei rispettivi cammini di vita. A moderare la manifestazione Nello Collaro. Ad aprire la serata, un video d’introduzione sul ruolo della donna nell’arte. Successivamente, i ragazzi delle classi 2 A e 3 A della scuola secondaria del Cangemi hanno declamato una poesia sulla donna da loro composta e hanno suonato, con i flauti, “Donne” di Zucchero. I vari interventi sono stati inframezzati da momenti canori curati dal gruppo teatrale “Il cilindro”.

GLI INTERVENTI. Il ghiaccio è stato rotto dalla padrona di casa, ossia dal dirigente scolastico del Cangemi, Rosa Vitale. “La donna va festeggiata ogni giorno per il semplice motivo di esistere – ha sentenziato - Noi, considerate da tutti sesso debole, siamo, in realtà, le più forti”. Il vice questore aggiunto di polizia, Elvira Arlì, soffermandosi sull’indole emotiva del gentil sesso, ha comunicato il suo punto di vista. “Le donne, anche nel nostro ambito, hanno una marcia in più. – ha spiegato – L’indole emotiva che possediamo influenza la nostra esperienza lavorativa. A tutte le giovani donne, dico di non avere paura del sacrificio. Con la buona volontà, l’impegno e il sorriso si affronta tutto”. A seguire, è giunto il momento di Flora Risi, pioniere della scuola primaria non pubblica a Boscoreale, la quale ha affidato ad un’altra ospite, Stefania Spisto, presidente della casa editrice ‘Il Quaderno Edizioni’, l’onere di raccontare la sua storia. “Era una seconda mamma – ha riferito al proposito - Credo che la fortuna di quello che ho fatto dopo sia derivata anche delle esperienze che ho vissuto lì. Oggi, non posso fare a meno di dedicarmi all’impegno che ho preso, essendo diventato una necessità”. È stata, poi, la volta, dell’ex sindaco di Boscotrecase, Agnese Borrelli, che ha svelato alcuni peculiari tratti caratteriali che l’hanno accompagnata sia in politica che in ambito sanitario. “La mia ingenuità di base è stata il mio pregio. – ha condiviso - La doppia carriera è stata abbastanza pesante, ma ho sempre cercato, tra molte difficoltà, di pensare al bene degli altri. In politica, a volte, non ho avuto la forza di dire dei no o alcuni sì. Non tutti mi hanno apprezzato, ma ho tentato di fare del mio meglio”. Maria Cirillo, primo medico di base donna del nostro territorio, ha testimoniato la difficoltà di svolgere una professione ritenuta, in passato, prevalentemente maschile. “Ho dovuto lottare contro la diffidenza dei colleghi maschi – ha addotto - senza avere nessuno che mi potesse aiutare. Ho cercato sempre di fare il mio lavoro per bene, essendo sempre presente per i miei pazienti”.

Conclusioni affidate ad Angela Losciale, presidente de “La Fenice Vulcanica”, associazione, tra l’altro, promotrice dello sportello “Ti ascolto”, a cui possono rivolgersi le donne vittime di soprusi. “Una donna – ha sintetizzato - si realizza davvero quando riesce ad essere una professionista in gamba senza tralasciare la sua indole”.