Boscoreale. Occuparono abusivamente l’ex asilo di piazza Vargas: tutti scagionati e con formula piena da ogni accusa i ragazzi del collettivo “CSOA 45”. Si è chiuso così ieri, con le ultime due assoluzioni di Salvatore Marchese e Liberato Aliberti, entrambi residenti a Boscoreale e difesi dagli avvocati Maria Sella e Arturo Panariello, il processo a carico dei 5 attivisti che dal 2 giugno al 8 luglio 2012 secondo i giudici semplicemente "ripulirono una scuola materna utilizzata fino al 2004 e dopo finita in stato di completo abbandono, colma di rifiuti". In pratica, un ritrovo per "tossicodipendenti e barboni", come riferito anche in tribunale da uno dei testimoni "chiave" del giudizio, il maresciallo dei carabinieri Mattia Marchiori.

Fu proprio il maresciallo (all’epoca in servizio presso la Stazione di Boscoreale) ad identificare l'8 luglio gli attivisti della “rete sociale per gli spazi autogestiti”. Giovani che nella sala riunioni della scuola, tolti gli escrementi, avevano invece messo su laboratori di cinema, musica, informazione ed una web-radio. Iniziative ostacolate poco dopo dall'ordinanza di sgombero, affissa alla porta dell’ex Materna, e firmata dal precedente sindaco di Boscoreale Gennaro Langella. Una sorta di braccio di ferro con l'amministrazione comunale, che aveva infine trascinato cinque persone davanti ai giudici.

I PRECEDENTI. Tutti assolti e con formula piena. La sentenza scritta ieri dal giudice monocratico del Tribunale di Torre Annunziata segue infatti le precedenti assoluzioni degli altri 3 imputati al processo: Flavio Giuseppe Accardo, 26enne di Torre Annunziata, Renato Liucci, stabiese classe '66, e Francesco Tramontano, 33 di Sorrento. Tutti ragazzi del "CSOA 45", nonchè occupanti dell'ex asilo. Secondo il giudice, gli attivisti nel 2012 ebbero solo uno scopo. Preciso: "riprendersi gli Spazi, data l’inerzia delle istituzioni".