Torre Annunziata. "C'ero anch'io il 19 ottobre sulla rotonda della Panoramica. Avevo un Rosario in mano, pregando con gli altri per bloccare 50 camion che sversavano rifiuti in discarica. L'ho fatto per difendere i nostri bambini, il mio territorio. E' servito a poco. Oggi, a Boscoreale e Terzigno, due o tre persone al giorno muoiono di tumore". Il racconto choc è della signora Antonietta Raiola, solo una dei dodici testimoni della difesa, ascoltati oggi dal Collegio della seconda sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata (presidente Pepe, a latere Aufieri e Cervo). Il processo riguarda l'autunno caldo di Cava Sari e le manifestazioni anti-discarica a Boscoreale. Sono venti gli imputati, accusati a vario titolo di resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, diffusione di notizie false o tendenziose.

Quattro le date chiave della protesta, tutte concentrate in soli due mesi del 2010: dal 23 settembre al 25 novembre, Movimenti vesuviani e semplici cittadini provano a "farsi sentire perchè nessuno, neanche il sindaco Gennaro Langella, è mai sceso con noi in strada" racconta invece Sarah, la seconda testimone, spostando quindi l'attenzione su altre azioni dimostrative. Le proteste sui binari della stazione di Trecase, ad esempio, o l'occupazione della sala consiliare del Comune in piazza Pace. I testi rispondono alle domande della difesa (folto il collegio, composto dagli avvocati Liana Testa, Arturo Panariello, Donato De Paola, Francesco Di Somma) riconoscendosi pure sdraiati "davanti a quei camion", nei filmati prodotti dinanzi al pm della Procura della Repubblica Marco Mansi. "Le  mie mele - spiega ancora Aniello Matrone, contadino 70enne - ora hanno il naso di pinocchio. Ci hanno riempito di materiale tossico, è un vero disastro". E le forze dell'ordine? Che facevano nell'autunno caldo? "Ci caricavano, sgomberandoci anche coi lacrimogeni. Mia moglie, una sera, stava per morire soffocata".

"Su ordine del sindaco controllavamo i camion che portavano i rifiuti" concludono poi Claudia, cittadina tedesca residente sulla Panoramica, e di nuovo Sarah. Gli attivisti avevano un elenco in mano: sul foglio, c'erano le targhe dei mezzi autorizzati a sversare. "Spesso le targhe non corrispondevano, ma i camion passavano lo stesso". Prossima udienza il 28 aprile, giorno in cui saranno ascoltati in Tribunale altri quattro testi chiave della difesa. 
 


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