Boscotrecase. “Fannulloni” al Comune: scarcerato il quinto dipendente pubblico. Si tratta di Salvatore Calamita, 56 anni, residente in via Morrone a Torre Annunziata e finito ai domiciliari lo scorso 12 luglio, dopo l’ultimo blitz anti-assenteismo condotto dai carabinieri negli uffici di via Rio.

All’impiegato (difeso dagli avvocati Ciro Ottobre-Luciano Bonzani) e finito sotto inchiesta per 38 presunti episodi di truffa aggravata ed altrettanti di false attestazioni in servizio, i giudici del tribunale del Riesame di Napoli hanno imposto il solo divieto di dimora nel comune di Boscotrecase. Calamita non potrà dunque tornare al lavoro, nonostante il Collegio non gli abbia formalmente imposto alcuno stop. Il 56enne, l’unico tra i complessivi 30 indagati a rivolgersi direttamente al tribunale della Libertà (evitando di inoltrare una precedente istanza al gip), continuerà così a percepire anche un regolare stipendio. Il blocco potrebbe giungere solo in presenza di un successivo provvedimento amministrativo.

Lo scorso 23 luglio il gip del Tribunale di Torre Annunziata, Giovanni De Angelis, aveva rimesso in libertà altri 4 dipendenti comunali:  Michele Borrelli, l’istruttore agli Affari Generali che timbrava il badge per lui e per un collega, coprendosi la testa con una scatola; Ciro Iannucci, Teresa Carotenuto e Antonio Noto (la misura per questi ultimi è stata sostituita con una sospensione dai pubblici uffici per la durata di un anno).