Primo sciopero di 24 ore nella storia dei “rider”. Dopo il dramma che ha coinvolto il giovane di Torre Annunziata, rimasto ferito in un incidente stradale mentre era in sella al suo scooter per consegnare la merce in tempo a Milano per conto di Just Eat, ora i suoi “colleghi” sono sul piede di guerra.

La mossa viene dalla RIt-Cgil milanese che ha chiamato alla protesta “tutti i lavoratori che con cicli e motocicli consegnano merci o cibo in Lombardia”. Numerosissima la partecipazione al flashmob indetto per le 14.30 di venerdì 25 maggio, in piazza XXIV maggio.

Il fatto. Viaggiava tranquillo in sella al suo scooter Francesco Iennaco, 28enne originario di Torre Annunziata ma da qualche anno a Milano. Aveva appena consegnato un pasto per “Just Eat” quando, per causa ancora da accertare, ha perso il controllo del suo motorino ed è caduto incastrato con una gamba sotto un tram, di passaggio in quel momento. Secondo le prime ricostruzioni si è ipotizzato che lui, per la fretta, stesse superando un tram in modo azzardato, sulla sinistra, mentre un altro arrivava in senso contrario. A questa versione però Francesco si oppone, dal letto d’ospedale, con forza: “Non andavo di fretta e non ho fatto nessun sorpasso. La verità è che sono caduto per colpa delle pessime condizioni della strada. Con il mio scooter ero dietro al tram. A destra della rotaia c’era una buca, al centro i masselli erano tutti sconnessi. Allora mi sono portato appena a sinistra, ma c’era una buca anche lì, ho perso l’equilibrio e sono caduto mentre il tram arrivava dall’altra parte. Il motorino mi ha fatto da scudo ma mezza gamba è finita sotto”.

Un racconto drammatico per una dinamica dell’incidente ancora da chiarire, anche perché due ore dopo l’incidente gli operatori del Nuir, il Nucleo interventi rapidi, chiamati dalla Polizia locale, erano al lavoro per sistemare i masselli e colmare le buche, come testimoniano i video girati da un suo collega rider, che era andato sul luogo per recuperargli il cellulare.

Il fattorino in bici. La verità è che ormai il fattorino in bici (tremila nella sola Milano) è diventata la figura-simbolo del lavoro povero giovanile e di conseguenza questo sciopero ha una portata più larga di chi lo ha indetto e persino dell'adesione che avrà. Non è un caso che sempre oggi a Milano sia prevista un'assemblea dei giovani democratici con il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, nel corso della quale saranno resi noti i risultati di un'indagine a campione. La piattaforma dello sciopero di oggi parla di maggiori tutele per la sicurezza e l'integrità fisica dei lavoratori ma chiede anche l'apertura di un tavolo negoziale con le piattaforme digitali (Deliveroo, Foodora, Just Eat e le altre) per discutere di organizzazione del lavoro e di modalità di contrattualizzazione dei rider.

Iniziare a lavorare sulla parola “assunzione”, anche se per ora i sindacati non chiedono che i fattorini diventino tutti lavoratori dipendenti: il primo passo, però, è che sia riconosciuto il carattere di subordinazione di quella mansione.


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