Due anni di litigi continui. Aggressioni, minacce, calci, pugni, strangolamenti. Un incubo ora finito grazie al “codice rosso”. Arrestato un 29enne di origini polacche ma residente a Meta di Sorrento. L’uomo, un ufficiale della marina militare rientrato da qualche mese a casa, è ritenuto responsabile del reato di lesioni e maltrattamenti in famiglia.

Si tratta di Rafael Kamil Mancusi, sorpreso in flagranza di reato dai carabinieri di Piano di Sorrento, coordinati dal maresciallo maggiore Antonio Russo. Era sul pianerottolo di casa mentre inveiva ancora contro la madre, pronunciando frasi sconnesse nei suoi confronti.

L’ultimo episodio si è verificato la sera del 16 agosto scorso quando l’uomo, ritornato a casa, ha improvvisamente aggredito la madre a calci e pugni. La vittima si è rifugiata a casa dei vicini, chiamando i carabinieri. Sono stati necessari i rinforzi per ristabilire la calma e portare il ragazzo violento in caserma.

Dopo averla soccorsa e portata all’ospedale di Sorrento, dove ha ricevuto una prognosi di 15 giorni, ha raccontato di come le vessazioni erano continue: anche nei confronti di suo fratello e della fidanzata, che nei mesi scorsi era incinta ma ha abortito.

COS’E’ IL CODICE ROSSO. Accelera l'iter dei procedimenti che riguardano i casi di violenza, a partire dalla denuncia che avrà una corsia preferenziale. Velocizza le indagini: ad esempio la polizia giudiziaria sarà tenuta a comunicare al pubblico ministero le notizie di reato immediatamente anche in forma orale e dovrà infatti attivarsi subito. Da parte loro i pm sono obbligati a sentire le vittime entro tre giorni. Questo per evitare che reati come maltrattamenti, violenza sessuale, stalking, e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o di convivenza si reiterino senza interventi tempestivi delle autorità.