La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito 69 ordinanze di custodia cautelare nell'ambito di un' inchiesta sul clan Zagaria, fazione dei Casalesi. Tra i destinatari dei provvedimenti, anche politici ed imprenditori.

I reati contestati a vario titolo sono di corruzione, turbativa d' asta e concorso esterno in associazione mafiosa. L'indagine è condotta da un pool di cinque pm della Dda (Maresca, Giordano, Landolfi, Sanseverino, e D'Alessio) e coordinata dal procuratore aggiunto Borrelli. 

Numerosi gli appalti nel mirino degli inquirenti. Arrestato anche l'ex assessore e ora consigliere regionale Pasquale Sommese e suo fratello. Tra i coinvolti anche l'ex sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, mentre è scattato il provvedimento di fermo anche per il sindaco di Aversa Enrico De Cristofaro. Quest'ultimo risulta indagato in qualità di ex presidente dell'Ordine degli Architetti di Caserta. Tra i destinatari delle misure cautelari figura anche l'imprenditore Alessandro Zagaria, ritenuto legato al clan del boss omonimo. Agli arresti inoltre Raffaele De Rosa, fratello dell'attuale sindaco di Casapesenna, in provincia di Caserta, comune in cui è nato e vissuto, trascorrendo parte della sua latitanza, il boss Michele Zagaria. 

L'accusa a carico di Sommese, è la garanzia di finanziamento di alcuni lavori in cambio di somme di denaro o sostegno elettorale. In alcune circostanze avrebbe indicato espressamente il nome dell'imprenditore che doveva eseguire i lavori, attivandosi poi per l'erogazione dei finanziamenti. Secondo l'accusa, nelle commissioni di gara sarebbero state inserite persone vicine all'ingegnere Guglielmo La Regina, che poi veicolavano gli appalti alle ditte segnalate in cambio di promesse di denaro da corrispondere a sindaci e funzionari degli enti appaltanti.

Nell'operazione del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, sono coinvolti amministratori locali, funzionari pubblici, imprenditori, professori universitari, commercialisti, ingegneri e "faccendieri", i quali sono accusati, a differente titolo, di corruzione ed altre gravi irregolarità nelle gare di appalto pubblico realizzate in varie province campane, talvolta anche al fine di agevolare organizzazioni criminali di tipo camorristico.

Nel mirino degli inquirenti sono finiti 18 appalti concessi tra il 2013 e l'inizio del 2016 da vari comuni del Casertano, come Alife, Francolise, Riardo, tra cui lavori per ristrutturazioni di importanti immobili storici; tra gli indagati soprattutto professionisti, come ingegneri e architetti componenti delle commissioni di gara nominate dai vari Comuni responsabili dell'affidamento dei lavori, che, secondo i magistrati della Dda di Napoli, finivano quasi sempre a poche ditte, alcune collegate al clan Zagaria. L'indagine ruota attorno alla figura dell'ingegnere Guglielmo La Regina, anche per questo è stata denominata "The Queen"; lo stesso Gip parla di "sistema La Regina". L'inchiesta rappresenta una tranche di quella che nel 2016 portò in carcere l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro per presunta corruzione in relazione ai lavori dello storico palazzo Teti Maffuccini; anche allora furono arrestati La Regina e l'imprenditore Alessandro Zagaria.

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