“Non c’è nessuna lobby, alcuna lotta interna tra fazioni contrapposte. Gli avvocati di Torre Annunziata sono sempre stati uniti. Non faccio polemica, ma davvero non capisco l’origine di queste chiacchiere”. Il presidente dell’Ordine Gennaro Torrese non ci sta e replica oggi secco al ‘polverone’ alzato in tribunale dal recentissimo convegno dell’associazione di categoria ‘tre punto zero’, l’ultima nata in ordine di tempo a Torre Annunziata. A 24 ore dal dibattito sul caos agli uffici dei giudici di pace in città (vedi link correlato), agevolato da locali fatiscenti, l’accorpamento di cinque sedi giudiziarie in via Vittorio Veneto, e da un trasloco davvero ‘lumaca’, Torrese esce allo scoperto.

“Ieri si è parlato di avvocati potenti, che si pubblicavano da soli le sentenze a discapito di colleghi più giovani. Di un esposto in Procura per un ipotetico concorso in abuso d’ufficio e di presunte spaccature in seno alla categoria. Eppure – continua - solo dieci giorni fa l’Ordine ha discusso con tutte e venti le associazioni professionali del territorio. C’era pure la neonata ‘tre punto zero’. All’unanimità abbiamo firmato un documento che ha chiesto al Ministero di istituire Commissioni di verifica, interpellando anche il Prefetto per una conferenza di servizi sui problemi legati alla giurisdizione del giudice di pace”.

Problemi sorti, per il presidente degli Avvocati oplontini, “a causa di riforme a costo zero, che vorrebbero fare le classiche nozze coi fichi secchi. Sapete quanti abitanti serviranno i nuovi uffici? 450mila e il Ministero, in questi mesi, è stato assolutamente inerte”. Sul trasloco degli uffici del giudice di pace nel nuovo plesso di via Margherita di Savoia (l’ex sede dei Salesiani), Torrese precisa ancora: “Proprio in vista del trasferimento gli avvocati hanno fatto squadra, siglando una lettera unitaria di protesta. Non c’erano nemmeno i faldoni per raccogliere le carte dagli uffici. Chi li ha comprati? Noi. A Roma non avevano soldi”.

 

La denuncia