Non è un commissariamento del partito, ma qualcosa di molto simile. Non ci sarà, per il momento, un congresso straordinario per il PD di Torre Annunziata, ma “solo” un controllo provinciale sul tesseramento cittadino 2020. A supervisionare le iscrizioni il dirigente Paolo Persico. E’ questa la decisione del segretario provinciale Marco Sarracino dopo due ore di riunione con i rappresentanti dem oplontini. Un vertice, organizzato on line sulla piattaforma Zoom, per dirimere il caso Torre. Un caso che diventa anche più complicato per chi, come Sarracino, a Torre Annunziata non ha quasi mai messo piede. Ci sono volute infatti tre diverse lettere, provenienti da tre diverse anime del partito, per svegliare dal torpore politico il segretario provinciale. Sarà quindi il sempreverde Paolo Persico a monitorare il tesseramento che rappresenterà la base di eventuali congressi futuri. Non un commissariamento quindi, ma un controllo su quanto avverrà a Torre Annunziata da oggi in poi.

Intorno al “tavolo virtuale” convocato dal segretario metropolitano si sono incontrati il sindaco Enzo Ascione con il suo scudiero Antonio Gagliardi, il segretario cittadino Francesco Savarese e i dirigenti locali Agostino Popolo, Raffaele Ricciardi e Salvatore Avvisato. L’ipotesi del congresso straordinario è stata scartata dal segretario cittadino. Un’opzione questa che non trova spazio al momento: le diatribe politiche non sono sufficienti, da sole, ad archiviare gli organismi regolarmente eletti. Tuttavia è pur vero che il travaglio va oramai avanti da molto tempo. Se le tre anime del partito non troveranno una quadra, non è da escludere un atto di forza della Federazione che porti all’azzeramento di tutto e al rimescolamento delle carte.

Quello che è certo è che il travaglio interno al Pd si intreccia giocoforza con l’imminente rimpasto di giunta. Se nel Pd si troverà la quadra, è probabile che il sindaco, sul tavolo dell’accordo, dovrà mettere sul piatto i due assessorati che spettano ai Dem. Dopo l’addio della Ramondo, quasi sicuramente quindi lascerà la giunta l’avvocato Pignataro. Chi entrerà è difficile dirlo: i posti sono pochi e le aspettative sono tante. Ascione dovrà concentrarsi sull'ennesimo compromesso al ribasso. Dovrà far quadrare i conti nel Pd, nei partiti di maggioranza e nei pezzi di ex opposizione che nel frattempo hanno garantito in questi anni voti e sostegno. L'ennesimo compromesso al ribasso che consentirà alla sua amministrazione di galleggiare. E alla città di affondare.