Lo ha colpito alla testa con una tavolino di ferro prelevato da un locale lì vicino, gli ha procurato una ferita alla testa ed una grossa emoraggia, lo ha lasciato esamine sui sanpietrini di piazza principe Umberto, Antonio Longobardi, 47 anni, il più anziano del gruppo di aggressori che hanno selvaggiamente pestato  il carabiniere Giovanni Ballarò a Castellammare di Stabia, adesso scrive una lettera di scuse, come riporta il quotidiano Metropolis.

"Dire adesso che sono un bravo ragazzo, un buon padre di famiglia, un buon marito è troppo tardi. Quel gesto, ormai, l’ho compiuto e purtroppo neanche io so darmi una spiegazione. L’intera città di Castellammare è ferita, perché questi episodi non dovrebbero mai accadere. Le mie scuse vanno prima di tutto al militare e a tutta l’arma dei carabinieri. Spero che un giorno possa perdonarmi. Sono un ragazzo che ha sbagliato e possiamo sbagliare tutti. Giudicare è giusto ma non definitemi un mostro, perché non lo sono. L’unica cosa che mi rincuora è sapere che il militare sta bene ed è tornato a casa con la sua famiglia".

Una linea difensiva tutta da valutare, l’ammissione e le scuse, forse perché consci di essere stati colti in flagranza dalle telecamere dei negozi della zona, rei confessi di qualcosa che era già acclarato e ampiamente testimoniato dai frame in possesso dei carabinieri.

Intanto questa sera, sul luogo dell'aggressione, alle 18,30 si ritroveranno società civile, politici, il vescovo Francesco Alfano e le associazione unite dal grido #noisiamodipiù.