“Casillo mi fu presentato come imprenditore di vini”. La rivelazione è stata fornita dal tenente colonnello Paolo Guida. L’ex comandante della sezione “catturandi” di Torre Annunziata ha parlato al banco dei testimoni nella giornata di ieri, durante il processo sui presunti carabinieri infedeli.

Rispondendo alle domande del pm dell’antimafia Ivana Fulco, Guida ha ricordato quel periodo. I carabinieri erano a caccia di Umberto Onda, killer dei Gionta (arrestato poi nel giugno del 2010). Ed è qui che entra in gioco il boss Francesco Casillo, alias ‘a vurzella.

Il tenente colonnello era da poco giunto nella compagnia di Torre Annunziata e non sapeva chi fosse. “Mi fu presentato dal maresciallo Pasquale Sario, poiché era un suo contatto. Disse che era un imprenditore di vini, che in passato aveva avuto qualche problema della giustizia. E aggiunse che stava seguendo un percorso di redenzione”.

“Disse che ci avrebbe aiutato a catturare Umberto Onda e pensai che la sua era una figura tattica che ci avrebbe aiutato a raggiungere quell’obiettivo. Poi mi fidavo del maresciallo Sario”.

Solo successivamente Guida scoprì che si trattava di uno dei boss più pericolosi del Piano Napoli. “Inoltre le sue indicazioni non ci servirono a nulla. Ci fece perdere soltanto tempo. Poi dopo il trasferimento di Sario, il rapporto con Casillo venne gestito dall’appuntato Acunzo”.


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