Vuole almeno ottenere i domiciliari a inizio settembre Carmela Gionta (69 anni, in foto), la sorella di don Valentino, fondatore dell’omonimo clan di camorra egemone a Torre Annunziata, e in carcere dallo scorso 22 luglio con le accuse di usura e estorsione aggravate dal metodo mafioso. Sarà l’ottava sezione del Tribunale della Libertà a decidere entro giovedì prossimo sull’istanza appena depositata dal legale della donna, l’avvocato Salvatore Irlando.

Per la DDA di Napoli Carmela Gionta di fatto gestiva le ormai esigue casse di un clan decimato dagli arresti, con i suoi capi storici tutti al 41-bis; secondo l’inchiesta coordinata dal pm Antimafia Pierpaolo Filippelli i proventi illeciti venivano spesso reimpiegati nell’usura, con le vittime costrette a restituire a donna Carmela i soldi prestati con interessi di circa il 120% annui (e tra l’8-10% mensili).

Proprio un diverbio sulla gestione della cassa comune sarebbe stato al centro del “raid” punitivo organizzato ai danni di Carmela Gionta e a luglio scorso dalle altre donne dei Valentini: Nunzia Caso (moglie di Aldo, il boss poeta), Gemma Gionta (figlia di Aldo e Nunzia) e Pasqualina Apuzzo (mamma di Nunzia, nonna di Gemma). Tutte arrestate lo scorso 11 agosto con le accuse di tentato omicidio e associazione di tipo mafioso. Tutte, ora, in attesa del verdetto del Riesame che si pronuncerà invece già tra tre giorni sulla loro scarcerazione.