Subito rimossi i cartelloni  destinati alla pubblicità elettorale attaccati ai cancelli di Villa Fernandez a Portici, l’immobile sottratto alla camorra  luogo di alto valore simbolico e oggi sede di convegni , incontri, congressi meeting e tavole rotonde.

Visibilità “oscurata” da una lunga serie di vecchi e maltrattati cartelloni metallici destinati ai manifesti elettorali e proprio mentre si svolgeva un evento organizzato dall’Associazione Libera Portici di via Diaz.  Un  vero e proprio scempio causato forse dalla maggiore comodità di installazione, o dalla disponibilità di un ampio spazio, o per una maggiore visibilità. Una situazione che mostrava mancanza di sensibilità e di attenzione verso questo importante bene per cui l’Associazione Libera ha vivacemente protestato.

“Con o senza autorizzazione comunale, qui si tratta di un  episodio grave che  probabilmente non accade in nessun’altra parte del mondo civile – ha dichiarato il Presidente di Libera Portici Leandro Limoccia -. Chi passa non può  non chiedersi chi possa avere autorizzato una cosa del genere. Non c’è un minimo di  attenzione e di rispetto del lavoro altrui. La legalità parte proprio dalle piccole cose come questa”. 

Il caso riapre una delle solite polemiche che scattano nei periodi di campagna elettorale a causa l’abusivismo delle affissioni e accompagnano le proteste dei cittadini ma il cui risultato resta sempre e solo quello di imbrattare  la città. Resta spesso inapplicata la legge che disciplina l’affissione  di stampati, giornali murali, manifesti di partito o gruppi politici che partecipano alla competizione elettorale e le istruzioni  del Ministero dell’Interno, legge del 1956, che chiarisce la “delimitazione ed assegnazione di spazi  per le affissioni di propaganda elettorale”.

Solo qualche giorno fa avevano  fatto discutere alcuni manifesti comparsi in molti punti della principale strada dello shopping cittadino apposti dalla coalizione a sostegno di un candidato Sindaco affissi sui muri  in modo abusivo, e ora sull’antica cancellate di “Villa Fernandez” si esponeva la vergognosa parata di cartelloni destinata ai manifesti elettorali. A chi allora le sanzioni previste? Al Comune, alla ditta che gestisce l’appalto della cartellonistica? Si vedrà.