Nessuno si farà intimidire dalle sue critiche gratuite. Il principe Emanuele Filiberto, presidente del Savoia, ha risposto alla nota inviata da Domenico Di Casola, membo dell'opposizione del consiglio comunale di Pompei, sulla gestione della sicurezza e del traffico del Bellucci in occasione anche delle partite del Savoia.

"Ho letto con stupore la nota inviata alla stampa dall’avv. Domenico Di Casola quale membro dell’opposizione politica all’ amministrazione guidata dal Sindaco Lo Sapio.

Trovo veramente deplorevole che si utilizzino tali argomenti per sollecitare un consenso politico ed elettorale, anche se mi rendo conto che forse, in mancanza di altri pretesti, si ricorre a queste strumentalizzazioni per avere un po' di visibilità. Va, in primis, osservato che da quando esiste il calcio, per ragioni contingenti, squadre con stadi squalificati, o, come in questo caso, temporaneamente inagibili, sono state ospitate in altri campi da gioco, per quel doveroso senso di solidarietà che anima e accompagna tutti gli amanti di questo sport. Viviamo, tra l’altro, in un’epoca in cui si stanno abbattendo i muri e i confini, in Europa e nel mondo, e quindi questa sorta di campanilismo retrò è veramente un fuor di luogo. Va, inoltre, chiarito che la tifoseria utilizza l’uscita di Scafati- Pompei, quindi un breve tratto di strada separa l’uscita autostradale dallo stadio e che, pertanto, i commercianti non possono subire disagio alcuno. Ma questo è un dato pleonastico.

Domenica scorsa, in occasione della prima partita, si è celebrata una grande giornata di festa e civiltà, con i complimenti dai vigili urbani e dalle forze dell’ordine. Siamo sicuri che né il Sindaco, a cui rinnoviamo il nostro ringraziamento, e che ha mostrato grande intelligenza e sensibilità né l’intero consesso consiliare si faranno intimidire da questi attacchi gratuiti contrari al senso civico e a quel dovere di sostenere scelte costruttive anche quando si è all’opposizione. Io, personalmente, sono legato a Pompei, e ricordo, sommessamente, che fu il mio bisnonno a fondarla dandogli autonomia da Torre Annunziata di cui era un tutt’uno.

Proprio per questo è mia intenzione utilizzare Pompei come sede della Holding Casa Reale, in un grande progetto finanziario che vedrà a breve il lancio di sevizi bancari e conti correnti legati ad un circuito internazionale. Sono sicuro, pertanto, che i cittadini di Pompei non si lasceranno confondere da messaggi devianti tesi a separare, perché è nell’unità dei popoli il segreto di un successo e di un riscatto".


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