Le cisterne non le vogliamo”. E’ l’ennesimo striscione di protesta – l’ultimo di una lunga serie – ritrovato dinanzi al cantiere della Isecold, a due passi dai depositi di idrocarburi al porto di Torre Annunziata.

Un grido di speranza da parte di cittadini e comitati che a lungo si sono battuti contro l’incremento del numero di cisterne. In attesa che venga ufficializzata la relazione dell’ufficio tecnico comunale – che darà il via libera ai lavori, peraltro in fase di esecuzione –, c’è trepidazione anche per il resoconto degli ispettori dell’Asl, del lavoro e del nucleo operativo ecologico dei carabinieri che ad inizio settimana hanno visitato a lungo il cantiere per controllare di persona lo stato di avanzamento dei lavori e capire se fosse tutto in regola.

Bocche ancora cucite, con un consiglio comunale, in programma nella giornata di giovedì 2 agosto in cui è probabile che alcuni rappresentanti del comitato Salera chiederanno un confronto diretto col sindaco e studiare possibili strategie per impedire la prosecuzione dei lavori.

I comitati, nel frattempo non si perdono d’animo e, anzi, rilanciano: “Non solo non vogliamo le cisterne, non le vogliamo più sul territorio di Torre Annunziata – hanno più volte ribadito Pina Valente e Orfeo Mazzella, rappresentanti del Comitato Salera -. Ne chiediamo la loro dislocazione per far sì che il porto oplontino possa accogliere investimenti di privati che credano nella sua riqualificazione turistica. Abbiamo uno dei litorali più belli al mondo, non facciamocelo deturpare”.

Ed è proprio questo il grido d’allarme dei cittadini, ribadito anche al pm Emilio Prisco che si sta occupando del fascicolo aperto a seguito dell’esposto in procura presentato dal Comitato Salera insieme ai cittadini residenti in via Gasometro e preoccupati per l’istallazione delle cisterne. Un grido che continua ad attendere una risposta.

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le reazioni del comitato salera

parere positivo utc: la risposta del comitato salera

il parere positivo dell'ufficio tecnico