“Giovedì 16 luglio è l’ultimo giorno in cui la sede INPS di Torre Annunziata offrirà i servizi ai cittadini prima di chiudere”. È quanto ha detto Salvatore Di Matteo, delegato sindacale USB, intervenuto al dibattito organizzato dal Meetup 5 Stelle oplontino proprio sulla questione degli uffici di Previdenza Sociale di via Castriota.

La storia parte da lontano, nonostante sia emersa solo a marzo, quando era ormai sicura la chiusura. Allo stesso primo cittadino, Giosuè Starita, la decisione dei vertici INPS, provinciali e regionale, è stata detta dopo diversi mesi. “Dalle comunicazioni che ci sono state tra me e la dirigenza regionale, poche e con mezzi insoliti, ho intuito che cercavano un capro espiatorio su cui scaricare la colpa della chiusura della sede cittadina”, ha affermato il sindaco di Torre Annunziata.

IL DISCREDITO SULLA CITTA’. “Vivono in una città borbonica, dove persino i bar sono chiusi alle 16”. È una battuta che avrebbe fatto il dirigente INPS, Alberto Scuderi, in una riunione interna dove comunicava della chiusura degli uffici torresi e che è emersa sabato mattina durante il dibattito dei grillini.

“Abbiamo cercato di accoglierlo bene – ha risposto a distanza Starita, dalla sala Giancarlo Siani – nonostante mi avesse avvisato della sua visita in città direttamente sul mio telefonino, senza alcuna comunicazione ufficiale. Un altro tassello strano, soprattutto tra istituzioni”.

LE PROPOSTE DEL SINDACO. “A maggio ho scritto a Scuderi la nostra controproposta: abbiamo dato disponibilità ad un tecnico da loro incaricato a visionare le 3 sedi disponibili che rispecchiavano i parametri che ci avevano dato”. Si tratta, come abbiamo già in precedenza riportato, del nuovo fabbricato nel Penniniello, di una parte della scuola di via Isonzo e di uno stabile di proprietà comunale a Piazza Pace.

“Dopo miei solleciti e la loro intenzione ad una soluzione a Torre nord, hanno acconsentito a vedere solo l’edificio al Penniniello. Gli uffici INPS potrebbe dare un nuovo slancio al quartiere così come hanno fatto anche per Scampia”.

Ma la doccia fredda è arrivata a Starita via pec a fine giugno. “Caro sindaco, ringrazio per la sua disponibilità. Questa amministrazione, soltanto in una seconda fase, procederà alle valutazioni di competenza”. Firmato Alberto Scuderi, direttore regionale.

LA REAZIONE DELL’USB. “Nonostante la chiusura sia imminente, l’Inps non ha formulato alcuna richiesta scritta avvisando la popolazione”, ha continuato Di Matteo dicendo “ho appreso che neppure al sindaco aveva scritto per l’incontro ma, in modo insolito per delle istituzioni, hanno chiamato al cellulare. A quanto pare c’è la volontà politica a chiudere la sede cittadina. Del resto – conclude – gli altri partiti locali non hanno seguito affatto la vicenda ed i sindacati confederali hanno addirittura firmato la chiusura”.


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