E' il giorno di Vincenzo Battinelli, all'epoca dirigente degli Affari Generali al Comune di Castellammare di Stabia, ora in pensione, al processo sulla "cabina di regia" creata in municipio dall'ex sindaco Luigi Bobbio (imputato per abuso d'ufficio ed oggi in aula in abito scuro, ndr). Processo nato dall'inchiesta dei pm di Torre Annunziata (Barbara Aprea e Maria Benincasa), che sulla scorta delle segnalazioni della Finanza stabiese accusano invece Battinelli di peculato. Reato contestatogli in concorso col super-manager Francesco De Vita, testimone di nozze proprio di Bobbio. Al centro dell'indagine i presunti rimborsi "folli" erogati dall'Ente alla "cabina" ed un'indennità, da oltre 160mila euro, incassata dall'avvocato De Vita per il ruolo ricoperto.

"Non ho mai partecipato alla cabina di regia - si difende in aula Battinelli - . Ho incontrato il suo coordinatore (Francesco De Vita, ndr) cinque o sei volte. Ma le riunioni riguardavano solo questioni di cui mi occupavo direttamente, ovvero il rientro dal deficit dell'Ente e l'attuazione delle prescrizioni della Commissione d'accesso". Sì perchè come dichiarato in aula, dallo stesso Battinelli, "io sono stato l'unico dirigente del Comune ad uscire indenne da quella Commissione. Il deficit risale alle amministrazioni Vozza del 2007 e del 2008. Solo nel 2010 il collegio dei revisori espresse parere favorevole sul nostro piano di rientro".

Nelle intenzioni dell'allora sindaco Bobbio la "cabina di regia" nacque per Battinelli "come organo strutturale per controllare operazioni strategiche in materia di occupazione e gestione della crisi industriale". Eppure gli stessi revisori, a dicembre 2010, definirono la "cabina" "una struttura priva di crismi di legalità".

"Rispondemmo a quei rilievi - continua Battinelli - in maniera analitica. Stranamente il collegio prima approvò il nostro piano a giugno, poi scrisse continui giudizi negativi recapitati al Comune addirittura alle vigilie di Natale e Capodanno". Il pm Benincasa sottopone poi, all'ex dirigente degli Affari Generali, il corposo impegno di spesa pubblico nel bilancio di previsione 2010. Al capitolo 151 c'è una scritta: "Cabina di regia" recita, seguita dai 180mila euro circa da imputare ai bilanci dei due anni successivi.

Spese forse elevate per una "cabina" (già lessicalmente organismo collegiale), nelle mani invece e nei fatti di una sola persona: "Nel 2010 - conclude Battinelli - presumevo che oltre a De Vita si nominassero anche altri componenti. Il mio ruolo, comunque, era solo quello di controllare gli scontrini".