CASTELLAMMARE. Centrale della droga al rione Santa Caterina, nel cuore del centro storico stabiese: 47 anni di carcere a vedette e pusher dello spaccio. Questa la pesantissima sentenza, emessa ieri dal gup del Tribunale di Torre Annunziata. La pena più alta per Vincenzo D’Antuono (41), condannato a 14 anni di reclusione; 11 anni di galera ad Alessandro Cesarano (22), 8 a testa per Francesco Libero (45) e suo figlio Raffaele. Sei anni di carcere, infine, sono stati inflitti a Gregorio Izzo (42).

IL BLITZ. I cinque, tutti residenti a Castellammare e già noti alle forze dell’ordine, finirono in manette lo scorso 25 settembre, al termine dell’ennesimo blitz anti-droga condotto dai carabinieri stabiesi nel quartiere popolare Santa Caterina. I militari smantellarono una vera e propria centrale dello spaccio, perfettamente organizzata anche nella gerarchia dei ruoli: la gang disponeva di ogni attrezzattura per la cessione delle dosi. Al termine del blitz, i carabinieri del nucleo operativo (agli ordini del maggiore Gianpaolo Greco) sequestrarono 25 dosi di cocaina, 45 confezioni di marijuana e 665 euro in contanti. La droga era nascosta in un buco, scavato all’interno di un muro perimetrale.

LA ‘CENTRALE’ PER TUTTI. Secondo gli inquirenti, la piazza di spaccio al centro storico riforniva non solo i tossicodipendenti di Castellammare di Stabia, ma anche ragazzi e adulti provenienti dai comuni dei Monti Lattari, della penisola sorrentina e dell’Agro Nocerino-Sarnese. Per l’ultima relazione semestrale Dia, il business della droga continua ad essere il più redditizio in città. Secondo gli investigatori, una vedetta può arrivare a guadagnare fino a 200 euro al giorno, mentre lo spacciatore fino a 600 euro in sole 24 ore.