Un dipendente dell’Ufficio Tecnico di Castellammare è stato arrestato dal gruppo guardia di finanza di Torre Annunziata. Le fiamme gialle, in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare applicativa agli arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale oplontino su richiesta della Procura, hanno proceduto all’arresto di Ranieri Esposito e dei coniugi A.G. e T.C. di 71 e 63 anni.

Tutti gravemente indiziati del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità. L ‘attività svolta dalla compagnia di Castellammare, con la collaborazione degli agenti della municipale, si è svolta grazie attività di intercettazioni coordinate dalla Procura.

Si è così accertato cheEsposito, geometra del Comune incaricato di eseguire sopralluoghi nei cantieri edili, si sarebbe reso responsabile di due episodi di indebita induzione, entrambi avvenuti nel 2019. L’uomo aveva indotto gli autori di abusi edilizi accertati a corrispondergli indebitamente somme di denaro e altri benefici per poter eseguire i lavori abusivi e non incorrere in una sentenza di condanna.

Nel primo episodio il dipendente, dopo il sequestro delle opere da parte della municipale, aveva ricevuto 10mila euro da parte del committente dei lavori con la promessa da parte di quest’ultimo di una polizza assicurativa, a sue spese, di un motociclo al fine di dissequestrare il cantiere e proseguire. La somma è stata corrisposta per interposta persona, mediante l’intermediazione di una coppia dei due coniugi arrestati, i quali hanno fatto “cresta sulla mazzetta”, trattenendo 2mila euro sul totale.

Inoltre il dipendente dell’Utc aveva indotto il committente dei lavori a nominare quale consulente tecnico di parte un architetto da lui indicato, con la promessa di fargli ottenere l’assoluzione dai reati edilizi, testimoniando il falso nel futuro giudizio con il supporto della relazione tecnica compiacente redatta dal suddetto architetto.

Nel secondo episodio Esposito ha indotto l’autore di un altro abuso a corrispondergli una cifra pari a 4mila euro, al fine di completare l’opera abusiva, evitandogli ulteriori controlli.

Nell’ordinanza cautelare, il gip ha ritenuto che gli indagati hanno dimostrato un’elevata capacità criminale, ponendo in essere una condotta di disinvolta e spavalda strumentalizzazione della funzione pubblica.

Contestualmente è stato disposto il sequestro di denaro e altri beni, nei confronti delle tre misure colpite dalla misura cautelare, pari a 14mila euro. La Guardia di Finanza ha bloccato la somma di 2mila euro, rinvenuta sui conti correnti bancari dei coniugi, nonché di 950 euro contanti e di un ciclomotore che erano nella disponibilità del geometra.