Hanno costretto con la forza un ragazzo a farsi consegnare mille euro appena prelevati da un bancomat di Castellammare. Una passeggiata tra amici è diventata un incubo per il ragazzo, rimasto vittima del pizzo dai rampolli del clan D’Alessandro.

È stato Pasquale Emanuel d'Alessandro ad imporre ai suoi amici di versargli una quota del ricavato del raid sul lungomare. Finiscono in manette Giuseppe Bellarosa e due complici minorenni del quartiere Postiglione per la rapina. Arrestato anche d'Alessandro junior per l'estorsione.

Il fatto è accaduto il 6 febbraio scorso quando a Castellammare di Stabia, sull'arenile adiacente alla villa comunale, quattro giovani stabiesi avevano avvicinato un gruppo di ragazzi, tutti provenienti dall'ago nocerino —sarnese. In tali circostanza, tre ragazzi stabiesi dapprima avevano isolato la vittima e successivamente l'avevano accerchiata e costretta, con la forza e sotto minaccia, a seguirli. I tre ragazzi, tenendo sotto il proprio dominio il malcapitato, Io avevano condotto presso un bancomat e, sotto minaccia, Io avevano costretto ad effettuare un prelievo di 1000 euro e a consegnare loro tale somma di denaro.

Ottenuto il profitto del reato, i tre giovani stabiesi avevano fatto ritorno in villa comunale in compagnia della vittima, per poi lasciarla poco distante. La vittima si era quindi ricongiumta alla propria comitiva, insieme alla quale era rimasto l'altro giovane facente parte del gruppo di ragazzi stabiesi. Nelle medesime circostanze di tempo gli amici della vittima, preoccupati per le sorti dell'amico, che era stato visto allontanarsi insieme ai tre giovani stabiesi, avevano avvisato le Forze dell'ordine prontamente intervenute.

Le successive attività d'indagine, coordinate da entrambe le Procure della Repubblica, attraverso una sinergica azione investigativa, hanno consentito di raccogliere un grave quadro indiziario a carico di un maggiorenne e di due minorenni, quali probabili autori della rapina, mediante l'analisi delle immagini acquisite dai sistemi di videosorveglianza, seguite da riscontri investigativi anche mediante attività delegate di perquisizione, sequestro ed analisi della copia forense dei telefoni cellulari sequestrati ai minori indagati.

L'esame delle chat acquisite ha consentito altresì di delineare un grave quadro indiziario a carico di d'Alessandro junior per il reato di estorsione. Quest'ultimo, infatti, rampollo della cosca di Scanzano avuta notizia della rapina perpetrata dai propri "amici", avrebbe chiesto, con minaccia, agli stessi di corrispondergli parte del profitto della rapina consumata in danno della vittima.

Bellarosa e d'Alessandro sono stati portati in cella a Poggioreale. I due sedicenni portati in un istituto per minori.


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