Castellammare di Stabia. Si svolgerà lunedì 8 maggio a partire dalle ore 10,00 presso l’Aula Consiliare “Falcone e Borsellino” (Palazzo Farnese in Piazza Giovanni XXIII) il convegno “Castellammare di Stabia. Circolo della legalità: primo esempio in Italia”.

L’appuntamento rappresenterà un momento di riflessione su ciò che l’Amministrazione Comunale di Castellammare di Stabia sta per realizzare sul territorio partendo dall’impegno delle associazioni anticamorra e dal sostegno dato a chi si impegna tutti i giorni contro le organizzazione criminali.

“In un bene che appartenne alla criminalità organizzata, che è stato sottratto alle disponibilità dei clan e confiscato dallo Stato, il Comune di Castellammare con la collaborazione degli enti sovracomunali e di SOS Impresa, riparte con una nuova missione – spiega il sindaco Antonio Pannullo. In quello che era il “bar della camorra” vi sarà l’applicazione tra le prime  in Italia di uno strumento innovativo di antimafia civile e interistituzionale. Un progetto, fortemente voluto dalla commissione prefettizia per rafforzare l’applicazione di politiche integrate di sicurezza sul territorio, e che è stato sostenuto fin dall’inizio del mandato da tutti i componenti dell’Amministrazione che rappresento”.

Al convegno interverranno oltre al primo cittadino, il vicesindaco Andrea Di Martino, il referente provinciale di Napoli di Libera, Antonio D’Amore; il presidente di SOS Impresa, Luigi Cuomo, il Commissario antiracket e antiusura della Regione Campania, Franco Malvano; il Procuratore Generale di Napoli, Luigi Riello; il primo dirigente della Polizia di Stato Eustachio Maurizio Casamassima, in rappresentanza del prefetto Domenico Cuttaia (Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura). Il convegno sarà moderato dal giornalista Antonio Ferrara.

Nel Circolo della legalità che nascerà in questo locale saranno svolte diverse attività: tra queste ricordiamo; incentivare e sostenere azioni di prevenzione del fenomeno dell’usura e del racket; accompagnare le vittime alle denunce; costituirsi parte civile nei processi per estorsione ed usura; promuovere iniziative culturali tese a diffondere i temi della legalità democratica nelle scuole e nei luoghi di cultura; promuovere iniziative tese a diffondere la cultura del riuso sociale dei beni confiscati e volte al recupero della memoria delle vittime innocenti di criminalità; promuovere iniziative tese a rinsaldare il patto sociale tra cittadini ed istituzioni per un fronte civile antimafia. 


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