Inviata la commissione d’accesso a Castellammare. La scure del prefetto Marco Valentini si è abbattuta sulla cittadina stabiese. La nomina dopo il via libera del ministro dell'Interno Lamorgese che ha ricevuto il dossier sulle possibili infiltrazioni del clan D'Alessandro nell'amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Cimmino.

"L'accesso avrà la durata di tre mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi", ha scritto il prefetto Valentini. Al termine della verifica doppio l'epilogo possibile, se si dovessero riscontrare elementi di infiltrazione il consiglio comunale potrebbe essere sciolto anticipatamente. Una fine traumatica.

Da Napoli l'invio degli ispettori con il mandato di capire cosa sia accaduto negli ultimi anni a Palazzo Farnese. Dovranno, infatti, verificare se esistono infiltrazioni della criminalità organizzata all'interno del comune. Ultimo capitolo il caso D'Apice con il presidente del consiglio che ha tributato l'omaggio al padre condannato per camorra. Un ricordo di "Gigino a ministro" a cui in aula la maggioranza di centrodestra aveva tributato un applauso. "Un fatto gravissimo" ha detto, appena due giorni fa, il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso.

Negli ultimi mesi, più volte, l'opposizione aveva chiesto l'invio della commissione d'accesso anche rispetto a quanto stava emergendo dalle inchieste della Dda. E' stato lo stesso Sergio Mosca, boss dei D'Alessandro intercettato, a parlare del sostegno del clan ad un candidato di Forza Italia.

Ora toccherà alla commissione esaminare atti e fatti per capire se la cosca di Scanzano è riuscita a condizionare la vita amministrativa della città.


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