Un'ex fabbrica destinata a diventare un centro residenziale con 300 appartamenti al centro di Castellammare. Un piano dell'imprenditore Adolfo Greco su cui il via libera è arrivato grazie ad un patto con i big di Forza Italia. Soldi e voti per ottenere i permessi e costruire le case di cui un centinaio di housing sociale. A più di un anno dalla chiusura dell'inchiesta arriva la svolta. Avviso di conclusioni indagini per l'uomo d'affari stabiese e i parlamentari Cesaro e Pentangelo, accusati di avere lavorato per il via libera della Provincia al mega progetto quando si sono succeduti sulla poltrana di Presidente. Un ok nonostante i vincoli urbanististi. Secondo l'accusa Cesaro sarebbe stato corrotto dall'imprenditore stabiese con una mazzetta da 10mila euro, mentre Pentangelo con il regalo di un Rolex per il suo compleanno.

L'inchiesta, coordinata dal sostituto Andreana Ambrosino, nasce come un filone sul versante politico-amministrativo, rispetto a quella che vede coinvolto Greco imputato in un processo di camorra. Conversazioni intercettate hanno portato al "caso ex Cirio" che ha coinvolto i vertici di Forza Italia.

Con loro anche i tecnici. Notificato l'avviso al consulente di Greco, l'ingegnere Antonio Elefante, e all'architetto Biondi funzionario della Provincia di Napoli. Mazzette che sarebbero state trovate dagli inquirenti al commissario ad Acta Maurizio Biondi, nominato dalla Provincia di Cesaro e Pentangelo per dare il via libera al progetto Cirio, in quanto consegnate dal tecnico di fiducia di Greco Antonio Elefante.

Un sistema di corruzione di cui avrebbero beneficiato anche i funzionari dell'Agenzia delle entrate per aggiustare una verifica fiscale alla società di Greco. Esce invece di scena il consigliere regionale Mario Casillo accusato, in prima battuta, di avere svolto un ruolo in Regione per fare avanzare la legge sull'housing sociale che serviva per ottenere il disco verde finale.