Castellammare. C’è aria di resa dei conti in casa Pd a Castellammare. Non tanto dopo il voto alle regionali, quanto dopo il voto sul bilancio che ha mantenuto in sella il sindaco Cuomo grazie all’appoggio di due transfughi del centrodestra: i consiglieri comunali Pane e Mercatelli.

In una durissima nota a firma Rifare l'Italia, AreaDem, LabDem, Area CASILLO si punta il dito contro quello che viene definito il “ribaltone del sindaco Cuomo”.

“In consiglio comunale – si legga nella nota - vi è' una nuova maggioranza, aggiornata con il contributo di uomini e donne che, un giorno prima, avevano votato e fatto votare contro il PD e contro De Luca. È' una vicenda abietta, da stigmatizzare che non trova le sue ragioni in alcun ragionamento o progetto politico. Ideata prima e condivisa poi dal Sindaco, la nuova maggioranza tradisce il mandato degli elettori, la gente del PD, la storia recente del PD. È il momento delle ragioni e del recupero dell’identità di uomini e donne che si sono sentiti traditi da giochi di potere, di palazzo e di poltrone”.

Difendendo le scelte di responsabilità del partito, portate avanti dal primo giorno, parte del Pd attacca a testa bassa Cuomo: “Altrettanta responsabilità non si è avvertita nel primo cittadino che è andato avanti, sempre e comunque, senza alcun confronto, senza alcuna condivisione, come il classico uomo solo al comando, calpestando democrazia e partecipazione. Ma vi è di più !!! Al contrario, quando è giunto per lui il momento della responsabilità, ha risposto con arroganza e protervia acuendo rapporti personali e politici, sfociati nel l'allontanamento di assessori targati PD e nelle dimissioni dell'altro assessore PD, unico rimasto. La "nuova" maggioranza non è quella uscita dalle urne, non è nemmeno lontana parente”.

L’area dei Democratici opposta al sindaco (formata, ironia della sorte, anche da vecchi compagni di corrente) punta il dito contro il primo cittadino e le sue scelte politiche: “Si è detto no, pregiudizialmente, prima al recupero di altre forze politiche della maggioranza originaria come SEL, quindi si è iniziata dentro il PD una guerra senza confini ad uomini e donne, consiglieri comunali e non, che la pensavano diversamente con una epurazione senza precedenti. Il Sindaco scientemente ha rotto con cinque consiglieri eletti in maggioranza di cui quattro del PD ed uno di SEL. Il Sindaco ha scelto di non dialogare più con il suo partito ma di aprire il confronto con le forze politiche da sempre acerrime rivali del PD”.

Ma le critiche arrivano anche ai vertici provinciali del partito: “Tutto questo con il placet del commissario cittadino e segretario provinciale Venanzio Carpentieri. Si era auspicato che la sua venuta aprisse le porte al dialogo ed al confronto, nulla di tutto ciò Carpentieri ha solo alimentato ed acuito le diatribe interne, assumendo un ruolo di parte e non inter pares come tutti si auguravano. Ne è prova la questione gruppo consiliare nel quale sono rientrati in spregio ad ogni regola consiglieri comunali che avevano finanche firmato mozioni di sfiducia al primo cittadino”.

Due i momenti che l’area casilliana mette in evidenza: “La nomina della commissione beni ambientali allorché il Sindaco ha direttamente contribuito all’elezione di due assessori dell’ex giunta Bobbio e la richiesta di appoggio al voto di bilancio al capolista della lista Bobbio prima, Pentangelo poi. Abbiamo cacciato via Bobbio dalla porta principale per la sua gestione politica, contribuendo in maniera decisiva a che la vicenda assumesse contorni di cui oggi si occupa direttamente la magistratura, e nel contempo dalla finestra facciamo rientrare i suoi sodali” scrivono gli avversari di Cuomo. 

Una lettera inviata al vice segretario nazionale Guerini, alla segretaria regionale Tartaglione e al direttivo provinciale del Pd: “Affidiamo tali ragioni a Te che hai cuore le sorti del PD a tutti i livelli, nel timore fondato che si sia intrapresa una via senza ritorno antitetica al recupero di consenso e credibilità faticosamente conquistata negli ultimi anni” si chiude la nota.