“Ho tre figli che non vedo da tre settimane e siamo stati praticamente abbandonati. Va a finire che il prossimo focolaio saremo noi”. E’ il grido d’allarme di una infermiera di Castellammare di Stabia, impegnata all’Unità di Crisi Covid-19 all’ospedale “San Leonardo”.

Cresce la preoccupazione dopo che circa 70 persone, tra operatori sanitari, personale medico e paramedico del nosocomio stabiese, si sono sottoposte a tampone per Coronavirus. L’obiettivo è quello di verificare se ci siano stati eventuali contagi: “Alcuni medici che lavorano con noi – ha denunciato l’infermiera - sono risultati positivi. Ne ho contati 4 senza dimenticare che ci sono altri operatori sanitari in attesa di tampone, ma già manifestano sintomi riconducibili al virus. Tutti abbiamo avuto contatti con i medici e tutto questo è la diretta conseguenza della sordità alle nostre richieste di lavorare con dispositivi di protezione idonei e a norma. Siamo abbandonati al nostro destino, ci stiamo infettando tra noi e infetteremo tutte le nostre famiglie”.

Accuse pesanti e che rischierebbero di paralizzare la struttura in caso di contagio di massa. Nel frattempo i sindacati insorgono: inviato un documento ai vertici dell’Asl Napoli 3 Sud denunciando la presunta incapacità del direttore sanitario del San Leonardo Muto, chiedendone “l’allontanamento o la nomina di un Dirigente Sanitario che lo accompagnasse, coadiuvando lo stesso in questa fase così delicata dell’emergenza sanitaria. Dopo gli episodi gravissimi accaduti nei reparti di Ostetricia e Ginecologia, Terapia Intensiva Neonatale, Pronto Soccorso, UTIC-Cardiologia, Blocco Operatorio, Chirurgia Generale a cui gli operatori e la cittadinanza non hanno avuto alcuna risposta – hanno continuato i sindacati -, nulla è stato prodotto da questo Direttore Sanitario il quale, anziché dare esempio all’utenza e agli stessi operatori disattende tutte le norme igienico sanitarie previste dalla normativa”.

Il nuovo bollettino