Un importante passo in avanti verso il recupero del mare e dell’arenile di Castellammare di Stabia.

Questa mattina il sindaco Gaetano Cimmino ha effettuato un sopralluogo, assieme al consigliere regionale Mario Casillo, al rivo Cannetiello per verificare lo stato dei luoghi e accertarsi dei passi avanti fatti verso il disinquinamento del tratto costiero.

“Ok agli allacci anche su via Denza, chiusi gli scarichi abusivi grazie all’impegno dell’amministrazione e alla sinergia tra Enti. Un nuovo passo in avanti verso la balneabilità”, ha commentato soddisfatto il sindaco Gaetano Cimmino.

“Confermiamo ancora una volta che il tratto di mare antistante la villa comunale è balneabile – ha spiegato il capogruppo Pd in regione Campania Mario Casillo -. Già l’anno scorso con la chiusura definitiva di tutti gli scarichi pubblici diretti a mare, le analisi delle acque effettuate dall’Arpac avevano fatto registrare valori confortanti. Oggi con la chiusura degli scarichi privati si restituirà la balneabilità all’intero tratto di costa. Il lavoro deve continuare per mettere in sicurezza il tratto di spiaggia. Nel corso del sopralluogo presso il Rivo Cannetiello ho ribadito ancora una volta che da parte della Regione Campania c’è tutta la disponibilità a finanziare interventi in tale direzione. La balneabilità da una parte e il disinquinamento della spiaggia dall’altra rappresentano i fattori determinanti per il miglioramento della qualità di vita e il rilancio turistico di questo splendido litorale”.

Sul caso è intervenuto anche l’ex sindaco di Castellammare e ora referente di Italia Viva Antonio Pannullo: “Negli anni ‘80 due grandi uomini, il cavaliere Ussorio e l’assessore Iannicelli, uomini di sport e di politica, consegnarono alla città l’attuale Romeo Menti. Un mese prima della inaugurazione cambiò l’assessore che si ascrisse il merito dell’opera con tanto di foto, ricchi premi e cottillon. Dal 2016 al 2018 l’amministrazione del tempo in uno con Regione ex Arcadis e Gori chiuse (quasi) tutti gli scarichi che dai Monti Lattari alle periferie affluivano in mare. Il primo dato Arpac nei limiti della balneabilità è del luglio 2018. Toccava fare meno dell’ultimo chilometro di una ipotetica corsa a tappe. Non è importante tagliare nastri ma fare le cose ed esserne orgogliosi”.