Uno strumento che può rivelarsi essere di grande importanza quando si è alla ricerca di un lavoro malgrado il fatto che, spesso e volentieri, non ci si focalizzi troppo e non gli si dia la giusta attenzione. Quando si è in cerca di occupazione è sul curriculum che ci si concentra, come ovvio che sia.
Tuttavia vi è un altro documento che accompagna proprio il tradizionale cv e che può rappresentare un’arma vincente per attirare l’attenzione di chi legge: perché, come recita un antico adagio, non vi è una seconda opportunità per fare una prima buona impressione.
Ed allora ecco che si deve curare il primo aspetto della richiesta di lavoro che il ricevente andrà ad esaminare: la lettera di presentazione

Un qualcosa che spesso e volentieri viene confusa proprio con il curriculum ma che è totalmente differente nella forma e nella finalità. Una lettera di presentazione è una sorta di confezione all’interno del quale è contenuto poi il prodotto vero e proprio, che nel nostro caso è il cv. Chi si occupa di marketing in qualsiasi campo è ben conscio dell’importanza del packaging, dell’estetica, del modo in cui un prodotto viene presentato.

Non soltanto sostanza ma anche forma, condizione di fronte alla quale ci troviamo con cadenza quotidiana ogni volta che andiamo al supermercato, ad centro commerciale, in giro a guardare vetrine dei negozi. Chi si occupa di selezione del personale ha spesso tra le mani decine di curricula con esperienze professionali ed elenchi di qualifiche varie.

Ed è proprio qui la differenza con la lettera di presentazione. Quest’ultima non deve essere focalizzata sulle capacità lavorative di un individuo, sulle sue esperienze pregresse in ambito lavorativo o sugli studi condotti. Bensì una corollario al curriculum, una sorta di spiegazione discorsiva dalla quale dovrebbero emergere le attitudini dei lavoratori, risposte al perché l’azienda dovrebbe puntare proprio su quel curriculum piuttosto che su altri.

Raccontare in poche righe se stessi, la propria esperienza, le attitudini che possono fare del lavoratore la figura idonea a ricoprire un dato posto di lavoro. Il tutto scritto non in modo analitico ma con passione, creando una sorta di storytelling, una narrazione della propria esperienza professionale. Qualunque cosa possa colpire il recruiter, ovvero colui il quale è deputato a valutare le proposte e scegliere la persona da assumere.