Da lunedì 7 maggio 2018 il presidio di Torre Annunziata dell’ Associazione “Libera” ha un nuovo referente, don Ciro Cozzolino.

L’assemblea si è tenuta nella sala Pagano attigua alla chiesa della Trinità alla presenza del referente regionale di Libera, Fabio Giuliani e del referente provinciale Antonio D’Amore. Sono intervenuti tra gli altri gli esponenti delle  Forze dell’Ordine, Carabinieri e Polizia, rappresentanti di varie associazioni aderenti, tra cui l’Arcigay, l’Anpi, l’associazione Verso Sud, Federconsumatori, Ubuntu, il mondo della scuola e tanti comuni cittadini. La data , il 7 maggio, ci tiene subito a precisare don Ciro, non è stata scelta a caso.

Don Ciro, perché proprio il 7 maggio?

“Ogni 7 del  mese, a seguito del tragico evento del 7 luglio dello scorso anno, celebro una messa in ricordo dei defunti e in processione la comunità parrocchiale si reca in una sorta di pellegrinaggio della memoria a deporre il cero della giustizia sul luogo del crollo. Quindi questa data per me riveste un significato particolare e quale migliore occasione per riunire Libera?”

Ma chi è questo sacerdote, venuto dalla vicina Ercolano e che qualcuno definisce “prete coraggio”? Forse non tutti ricordano che don Ciro Cozzolino fu vice parroco alla Trinità ai tempi del compianto Mons. Pasqualino Pagano, dall’88 al 92, mentre dal  2011 ne è diventato il parroco. Dal 99 al 2011 ha guidato  la chiesa di  santa Maria del Buon Consiglio e sant’Antonio al Campo Sportivo. All’impegno in chiesa unisce alcune ore di insegnamento presso il Liceo Scientifico di Torre Annunziata, dove è amatissimo dagli alunni e stimato dai colleghi.

Come si inserisce l’impegno già profuso in veste sacerdotale  all’interno di Libera?

“La mia investitura come referente locale dell’associazione deve essere vista come un continuum con la mia attività sul territorio. Attività che si ispira all’insegnamento di papa Francesco che ci richiama ad essere pastori del nostro gregge. Nel programma del presidio torrese sono evidenziati dei punti importantissimi: primo fra tutti l’attività di educazione alla legalità e alla giustizia sociale nelle scuole; l’attività di monitoraggio civico, con l’intento di avvicinare i cittadini alle istituzioni e alla partecipazione attiva alla cittadinanza , contro mafie e corruzione; ricerca e analisi sui beni confiscati affidati al comune per il loro migliore utilizzo per scopi sociali; impegno contro la povertà, contro l’esclusione sociale; costruire una rete sociale per combattere la diffusione e i rischi del gioco d’azzardo patologico; organizzare momenti di democrazia partecipativa; massimo impegno per mantenere vivo il ricordo delle vittime innocenti delle mafie”.

Non la spaventano  le difficoltà della nostra terra?

“Torre Annunziata è una realtà  difficile in cui la principale missione è quella di educare ad un cambiamento che sia essenzialmente culturale. La camorra attecchisce dove c’è povertà  e mancanza di valori. La città, però ha una grande voglia di riscatto che passa attraverso la certezza del lavoro, della casa e dell’istruzione”.

Il tema della casa si lega ai fatti del 7 luglio…

“Si, è un tema a me caro. Il crollo della palazzina non ha messo in luce soltanto un evento seppur drammatico, di cronaca. Trovare la morte nel momento di maggiore abbandono, durante il sonno, quando si è indifesi, scuote tutte le coscienze”.

Questo evento drammatico l’ha legata ancora di più alla comunità ?

Si. Ero sul luogo fin da subito e ho notato che la concitazione e la disperazione incontrollata avevano bisogno di parole autorevoli che ci rendessero un solo gruppo compatto. La comunità torrese ha dimostrato grande fede e desiderio di verità tralasciando una facile sete di giustizia sommaria. Mi sento di ringraziare ancora una volta in questa occasione le Forze dell’Ordine e i Magistrati che si stanno occupando della vicenda”.


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