“La Soprintendenza ha vietato qualsiasi intervento di ampliamento del deposito di idrocarburi all’interno del porto di Torre Annunziata. Se la Isecold sta procedendo, è colpa di Regione Campania e comune, con i fatti dimostratesi incoerenti con la visione governativa nazionale e la visione dei cittadini”.

E’ quanto ha dichiarato il deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Gallo, nel corso di una diretta streaming diffusa sui social network, a margine della discussione in commissione di una interrogazione parlamentare.

“Il sottosegretario all’ambiente Gianluca Vacca è venuto in commissione per l’interrogazione che ho presentato – ha dichiarato Gallo. Abbiamo portato la questione all’attenzione di tutti, ministero dello sviluppo economico, beni culturali, ambiente e infrastrutture. Quello che risalta è il parere negativo della Soprintendenza, secondo cui il vigente piano territoriale paesistico e gli interventi proposti in variante ricadono in una zona in cui vige il piano di protezione integrale che vieta qualsiasi intervento che comporti un aumento dei volumi esistenti per la parte ricadente nell’area portuale”.

Un parere che si conosceva già dallo scorso 3 luglio. Nonostante questo, i lavori proseguono a ritmo serrato. “E’ accaduto che un’amministrazione comunale – prosegue l’esponente dei cinque stelle - abbia dato il via a qualcosa che non andava fatto, congiuntamente all’incapacità o la connivenza della presidenza della regione Campania che non è intervenuta per bloccare le operazioni”.

Ma c’è dell’altro. Sempre nel corso della diretta streaming Gallo ha fatto riferimento ad un atto interno del ministero dello sviluppo economico in cui si evidenzia che “non si hanno strumenti in grado di bloccare i lavori, mentre era competenza del comune non garantire l’esecuzione dell’opera”. Un controsenso, visto che il comune non avrebbe autorità necessaria all’interno del porto di Torre Annunziata in quanto lo scalo è demanio dello Stato.

La novità però potrebbe essere il tavolo tecnico che il deputato Luigi Gallo ha annunciato per capire se esistano norme attuali capaci di bloccare l’ampliamento: “Stiamo promuovendo una risoluzione sul distretto Grande Bellezze Unesco – ha spiegato Gallo – per destinare tutta l’area di costa che va da Portici a Castellammare di Stabia a finalità turistiche”.

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