“A Torre Annunziata oggi è una bella giornata, di riscatto, di speranza per un futuro libero dalla camorra. Gli atti simbolici sono importanti e stamattina, finalmente, 34 anni dopo la sua efferata uccisione, la città di Torre Annunziata chiede scusa nel modo formale più alto possibile che una città può fare, dando la cittadinanza onoraria a Giancarlo Siani, e rinsaldando così un legame mai spezzato negli anni con i cittadini e soprattutto i giovani di questa città”.

Così dichiara la consigliera regionale Loredana Raia, a Torre Annunziata, alla cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria a Giancarlo Siani, in rappresentanza del Consiglio regionale della Campania, delegata dalla Presidente Rosetta D’Amelio.   

“Il Consiglio regionale - sottolinea Raia -  ci teneva particolarmente ad essere presente qui stamattina per la forte attenzione che abbiamo avuto in questa legislatura per i temi della legalità e in particolare per la figura di Giancarlo Siani al quale il 18 marzo del 2016 abbiamo intitolato l’Aula consiliare”.

Negli anni ‘80 – ricorda Loredana Raia – a Torre Annunziata e più in generale a Napoli e nella provincia da un lato c’è la camorra che si fa impresa, che cambia, che investe sulla droga, che punta alla politica e, dall’altra, la generosità di tanti ragazzi che manifestano nelle piazze e si mobilitano nelle scuole con la carica emotiva, lo sforzo per ripartire. Giancarlo parla a quei ragazzi, perché è uno di loro, non un eroe, al contrario, un giovane coraggioso, con la curiosità intellettuale, la passione per il giornalismo, un ragazzo napoletano che voleva semplicemente fare bene il suo lavoro, alla spasmodica ricerca della verità che ha pagato purtroppo con la vita”.

Per questo – conclude Raia – è importante la scelta compiuta stamattina affinché il lavoro e l’impegno di Giancarlo Siani non vada disperso, ma continui, grazie al suo esempio, con la passione di tanti ragazzi e ragazze di Torre Annunziata che ogni giorno ne raccolgono il testimone”.

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La proposta

la cerimonia di conferimento

Il racconto

il corteo di "Libera"