“Abbiamo posto fine all’odissea dei lavoratori del Cmo”. Relazione lunga e dettagliata del difensore civico Giuseppe Fortunato, che ha inviato una nota a Maria Elisabetta Casellati, presidente del Senato, Roberto Fico, presidente della Camera, Vincenzo De Luca, governatore della Regione Campania, e a tutti i consiglieri.

Nei vari punti sciorinati dall’avvocato, che ha voluto evidenziare il rapporto malato che vi è oggi fra potere pubblico e cittadino, c’è anche il trasferimento della medicina nucleare del Cmo.

Fortunato ha elogiato anche il lavoro di Ivan Pacifico, commissario ad acta, per il buon esito dei loro sforzi.

Questo è quanto specificato nella relazione. “In effetti se il Comune non provvede è giusto che si agisca in via sostitutiva. Così ho concluso il procedimento per i lavori del Cmo licenziati per un groviglio burocratico che non permetteva la conclusione di un procedimento di autorizzazione del Comune di Torre Annunziata. Il mio commissario ad acta ha dato a Torre Annunziata l’autorizzazione per il trasferimento del Cmo, ponendo fine all’odissea dei lavoratori licenziati da un anno. Il tutto dovuto al fatto che l’azienda, obbligata a lasciare i locali precedenti perché dichiarati non idonei, non poteva continuare le attività in un altro locale perché mancava l’autorizzazione richiesta per il trasferimento.

La Città di Torre Annunziata evidenziava che non poteva dare l’autorizzazione richiesta perché aspettava il parere dell’Asl e della Regione Campania, la quale come ho accertato non aveva alcuna competenza.

Anche l’Asl sosteneva che non poteva dare il parere perché non aveva avuto risposta dalla Regione. Insomma una situazione di paradossale burocrazia, il cui prezzo era stato pagato dai lavoratori e dalle loro famiglie, che si sono rivolte al Difensore Civico.

Stante il parere favorevole sull’idoneità dei locali da parte del Comando dei Vigili del Fuoco locali, il commissario ad acta ha concesso l’autorizzazione ed è stata possibile la ripresa del lavoro interrotto e la riassunzione dei lavoratori licenziati”.