Codice rosso per le donne vittime di violenza domestica.

Il Senato ha approvato la legge che disciplina violenze e maltrattamenti in famiglia. “Lo Stato dà una risposta molto forte, dice ad alta voce che le donne non si toccano”, ha spiegato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Il testo è molto articolato, con interventi sia di diritto penale che di natura processuale. Tra queste ultime, l’accelerazione dell’avvio del procedimento penale per una serie di reati che comprende per esempio i maltrattamenti in famiglia, lo stalking e la violenza sessuale; più rapida, di conseguenza, anche l’eventuale adozione di provvedimenti di protezione delle vittime. Troppe donne presentano denuncia e poi vengono abbandonate. Con la nuova legge si impone che vengano sentite entro tre giorni.

La nuova legge prevede infatti che la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, riferisce immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale. Il pm, entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato, assume informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato. Gli atti d’indagine delegati dal pm, infine, dovranno passare alla polizia giudiziaria senza ritardi. “Finalmente una legge che tutela meglio le donne vittime di violenza”, ha dichiarato il presidente uscente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata Gennaro Torrese.

Sul piano sostanziale, quattro sono i reati introdotti nel Codice: il delitto di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (revenge porn), punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro; la pena si applica anche a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video, li diffonde a sua volta per provocare un danno agli interessati. La fattispecie è aggravata se i fatti sono commessi nell’ambito di una relazione affettiva, anche cessata, o con l’impiego di strumenti informatici.

LE PENE. Previsto poi il reato di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, sanzionato con la reclusione da otto a 14 anni. Quando, per effetto del delitto, si provoca la morte della vittima allora la pena è l’ergastolo. Inedito anche il reato di costrizione o induzione al matrimonio, punito con la reclusione da uno a cinque anni. Infine, il reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, colpito con la detenzione da sei mesi a tre anni.