Siamo da poco entrati nel 2022, e ci troviamo in una realtà – dal punto di vista sociale/economico/culturale – profondamente diversa da quella in cui eravamo immersi fino ad un paio di anni fa. L’avvento della pandemia, ad esempio, ha letteralmente ribaltato la prospettiva di molti settori lavorativi, introducendo il lavoro a distanza flessibile come un’alternativa più che valida per tantissime aziende; o ancora, la continua innovazione e miglioramento di strumentazione informatica e digitale in generale ha introdotto diverse possibilità, tanto per chi lavora da dipendente quanto per chi lavora in proprio.

Insomma, il 2022 potrebbe essere l’anno perfetto per inviare un curriculum vitae e iniziare un nuovo lavoro. Anche tu hai questa intenzione? In questo articolo vediamo alcuni consigli di scrittura, per comporre un buon CV e trovare un nuovo lavoro nel 2022.

 

Valuta un layout più classico

Uno dei trend affermati per il 2022 sembra essere un graduale ritorno ai layout di CV classici, essenziali e senza troppi fronzoli. Uno studio del 2018, proveniente da un’importante società di ricerca di lavoro, ha scovato che i recruiter tendono a preferire i formati di CV più standard, senza eccessive forme grafiche, colorazioni o altre cose che potrebbero appesantire il documento alla vista.

In sostanza, comunque, puoi sempre scegliere un layout fantasioso, che ben rispecchi la tua personalità o il tipo di lavoro per cui ti stai candidando. Cerca, però, di non esagerare: potrebbe essere sufficiente un layout basilare per catturare l’attenzione di un recruiter e ottenere un colloquio di lavoro.

 

Aggiungi una sezione dedicata alle skills, tramite elenco puntato

I datori di lavoro, ovviamente, sono interessati alle esperienze ma ancor di più alle skills in possesso dei candidati. Bisogna infatti saper fare, ancor prima di aver fatto: non sempre esperienza di lungo periodo significa affidabilità e competenza: un giovane che conosce bene un software può essere più utile all’azienda rispetto ad una persona con più esperienza, ma con una conoscenza di quel software solo superficiale.

Per tale motivo, inserisci una sezione dedicata alle skills del tutto a parte, e rendila tramite un elenco puntato. Puoi suddividere l’elenco in competenze pratiche (hard skills in inglese), che includono le competenze di uso di prodotti informatici, di macchinari e così via, e in soft skills, ossia le competenze trasversali personali (teamwork, collaborazione con altri colleghi, comunicazione, abilità varie interpersonali e così via).

 

Dimostra di poter portare un impatto

Dicevamo delle esperienze. Seppur le competenze siano importantissime, le esperienze comunque non possono mancare in un CV e per questo motivo devi dimostrare in qualche modo di poter portare un certo impatto a quell’azienda o società. Dimostra, quindi, che possiedi i mezzi – tecnici e personali, di attitudine – per poter fare qualcosa di importante in quell’azienda.

Come? Potresti ad esempio inserire una lista degli obiettivi da te raggiunti in un lavoro precedente, tramite dati, statistiche, infografiche, grafici e così via. Potresti anche presentare in maniera molto breve e schematica progetti, idee e altro da te proposti nella tua precedente situazione lavorativa: di sicuro i recruiter apprezzeranno.

 

Sfrutta nel modo giusto le parole chiave

Come forse già saprai, ad oggi le aziende possono effettuare una scansione dei curriculum in arrivo attraverso gli ATS, “robot” che scansionano appunto i CV in cerca di parole chiave pertinenti. Ebbene, ottimizza il CV in questo senso: inserisci parole chiave contenute nell’annuncio di lavoro, oppure contenute nel sito dell’azienda, così che l’ATS lo rileverà come pertinente e farà passare la tua candidatura. Cerca di usare più parole tecniche possibili, inerenti al lavoro per cui ti stai candidando.


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